Ogni maledetto venerdì

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Ogni venerdì sembra di assistere allo stesso copione. Scioperi, manifestazioni, traffico paralizzato, treni cancellati, pendolari lasciati ad arrangiarsi. Chi può ricorre al car sharing, chi usa l’auto, chi si inventa una giornata di lavoro da remoto. E chi non ha alternative? Semplice: perde una giornata di lavoro o di produttività.Sia chiaro: il diritto di sciopero è sacrosanto. È una conquista civile che nessuno dovrebbe mettere in discussione. Ma una domanda è altrettanto legittima: quando lo sciopero diventa quasi un appuntamento fisso del fine settimana, non rischia forse di perdere efficacia e di guadagnarsi soltanto l’ostilità di chi ne subisce le conseguenze?Perché il problema non è manifestare. Il problema nasce quando milioni di cittadini che non partecipano alla protesta si ritrovano ostaggio dei disagi. Famiglie, studenti, lavoratori autonomi, dipendenti che devono raggiungere l’ufficio. Persone comuni, non nemici da colpire.In un periodo segnato dall’inflazione, dalle bollette elevate e da un costo della vita sempre più pesante, ogni ostacolo aggiuntivo pesa come un macigno. E il rischio è che una parte crescente del Paese inizi a vedere lo sciopero non come uno strumento di tutela, ma come un fastidio ricorrente.La storia insegna che quando la cosiddetta «maggioranza silenziosa» si stanca, prima o poi trova il modo di farsi sentire. Accadde il 14 ottobre 1980, quando quarantamila tra impiegati, quadri e tecnici della Fiat sfilarono per le vie di Torino contro uno sciopero che sembrava non avere più fine. Fu un evento inatteso, uno shock per sindacati e politica. Ma soprattutto segnò un cambio di clima e di mentalità nelle relazioni industriali italiane.Naturalmente, la storia non si ripete mai allo stesso modo. Ma una domanda resta aperta: siamo sicuri che moltiplicare gli scioperi sia il modo migliore per conquistare consenso?Perché quando il disagio supera una certa soglia, il rischio è che la protesta finisca per rafforzare proprio le ragioni di chi voleva contestare. E a quel punto, più che degli scioperi, bisognerebbe parlare della reazione di chi, in silenzio, li ha sopportati fin troppo a lungo.Ezio Pozzati, 30 ottobre 2026L'articolo Ogni maledetto venerdì proviene da Nicolaporro.it.