Egitto: multe più severe per le false notizie e stretta sui social

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Il governo egiziano prepara un inasprimento delle sanzioni pecuniarie per la diffusione di notizie false e nuove misure di controllo sui social network. Lo ha reso noto il Consiglio dei ministri del Cairo, che mercoledì 28 ottobre ha esaminato le raccomandazioni di una commissione incaricata di individuare interventi legislativi e tecnici contro i contenuti considerati dannosi sulle piattaforme digitali. Le proposte comprendono modifiche al Codice penale, una nuova legge sulla sicurezza digitale e il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio online, con l’obiettivo dichiarato di tutelare i valori familiari e la coesione sociale.Sanzioni più alte e sorveglianza automatizzataSecondo il comunicato governativo, la commissione, istituita con il decreto numero 2417 del 2026 del primo ministro Mostafa Madbouly, propone di aumentare le multe previste per i reati di diffusione di voci e notizie false. Il progetto non indica ancora l’entità delle sanzioni né i tempi per l’approvazione delle modifiche. Tra le raccomandazioni figura anche la creazione di un sistema nazionale di sorveglianza automatizzata dei contenuti digitali, capace di individuare presunte violazioni e di identificarne i responsabili.Una sala operativa dovrebbe esaminare le segnalazioni e valutare misure progressive: dagli avvertimenti alla sospensione dei servizi e al blocco dei contenuti, fino alla trasmissione dei casi alle autorità competenti. Il governo propone inoltre di rafforzare il ruolo delle istituzioni scolastiche, religiose e culturali nelle campagne di sensibilizzazione sui rischi della disinformazione e sull’utilizzo delle piattaforme digitali. Al termine della riunione, Madbouly ha incaricato un gruppo di lavoro di seguire l’attuazione delle raccomandazioni presentate dal ministro della Giustizia, Mahmoud El Sherif.Il caso Mada Masr e le reazioniLa stretta arriva in un contesto già teso. Martedì 27 ottobre un tribunale del Cairo ha condannato Lina Attalah, direttrice del sito d’informazione indipendente Mada Masr, al pagamento di una multa di tre milioni di sterline egiziane (circa 50 mila euro), disponendo la chiusura del portale e la confisca delle sue attrezzature. Il procedimento riguarda l’accusa di aver gestito un sito privo della necessaria licenza, non quella di aver diffuso notizie false. Attalah è stata temporaneamente trattenuta dopo la sentenza, mentre la testata ha contestato il provvedimento, sostenendo di aver presentato ripetutamente richieste di autorizzazione. La vicenda ha suscitato le proteste di organizzazioni per i diritti umani e la libertà d’informazione. Il nuovo pacchetto di misure, se approvato, rafforzerebbe ulteriormente gli strumenti di controllo sulle piattaforme digitali e sulle testate indipendenti, in un Paese dove la regolamentazione dei media online è già oggetto di critiche internazionali.