La Nato rischia di saltare il vertice del 2027 in Albania per evitare un altro scontro con Trump

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TIRANA — La Nato, che riunisce ogni anno i suoi leader per mostrarsi compatta, sta rinunciando alla riunione del 2027 per restare compatta. Il vertice dei capi di Stato e di governo previsto in Albania è ormai quasi escluso, hanno detto fonti diplomatiche al quotidiano spagnolo El Mundo: «Le possibilità sono molto scarse, il più probabile è che non si faccia». Il motivo indicato dalle stesse fonti è uno solo: evitare un nuovo scontro pubblico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump davanti agli alleati.Per l’Albania, membro dell’Alleanza dal 2009, sarebbe stato il primo vertice ospitato nel Paese. Per la Nato significherebbe abbandonare la cadenza annuale delle riunioni dei leader, un’ipotesi che Reuters aveva già raccontato ad aprile come allo studio a Bruxelles. Il calendario era stato scritto all’Aja nel giugno 2025: Turchia nel 2026, «seguita da un incontro in Albania». Nella stessa sede gli alleati avevano accolto la richiesta di Trump di portare la spesa per la difesa al 5 per cento del Pil in dieci anni.Il primo segnale era arrivato a luglio, alla vigilia del vertice di Ankara. La bozza del comunicato finale non citava più l’Albania: i leader «attendono il prossimo incontro», senza data né luogo. Cinque persone informate, tra cui un diplomatico Nato e un funzionario europeo, lo avevano confermato, e una di loro aveva spiegato che un vertice a Tirana poteva attirare le critiche di Trump per il livello di spesa militare del Paese. Un altro diplomatico europeo la vedeva diversamente: «Stanno aumentando, vedremo dove si arriva. Credo ancora che il prossimo vertice sarà in Albania».Tirana ha risposto con una frase secca: «Le bozze sono bozze, non decisioni», ha detto un portavoce del governo. In una nota l’esecutivo ha aggiunto di stare finalizzando le misure fiscali per allineare il bilancio 2026 alla traiettoria dell’Aja, con una spesa al 2,6 per cento del Pil, di cui il 2,2 per cento in spesa militare in senso stretto. A fine vertice il comunicato di Ankara non fissava nessun appuntamento per il 2027, ma il segretario generale Mark Rutte ha ripetuto che l’Albania resta il prossimo Paese ospitante, con una data da fissare. L’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, era stato più prudente: «Se si terrà l’anno prossimo o quello dopo è ancora in discussione».I cinque a ParigiMentre il vertice dei leader si allontana, gli europei si riuniscono tra loro. Ieri a Parigi i ministri della Difesa di Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito, il gruppo dei cinque grandi d’Europa, hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui «l’Europa deve assumersi maggiore responsabilità per la propria sicurezza» e gli Stati Uniti «sono e resteranno un Alleato indispensabile». Nessuna cifra, nessuna scadenza. La ministra francese Catherine Vautrin ha parlato di «un’Europa più forte in una Nato altrettanto forte», con un piano coordinato «in piena trasparenza» con Washington.Il tedesco Boris Pistorius ha annunciato pacchetti di aiuti invernali per l’Ucraina e un sistema di difesa aerea europeo a integrazione dei Patriot americani; i cinque, ha aggiunto, cercheranno di garantire che Washington continui a fornire armi, intelligence e dati satellitari. Il punto è concreto da maggio, quando il Pentagono ha annunciato una riduzione della presenza militare americana in Europa nell’arco di sei-dodici mesi, cogliendo gli alleati di sorpresa.Il britannico Wes Streeting ha descritto la minaccia russa come «di un tipo che non vedevamo dalla fine della Guerra fredda» e ha promesso sostegno a Kiev «per tutto il tempo necessario». Kaja Kallas, alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, ha chiesto di «continuare a modernizzare forze e capacità». Nessun nuovo impegno finanziario o operativo per l’Ucraina è uscito dalla riunione; la Polonia era rappresentata dal viceministro.Né la Casa Bianca né la missione americana presso la Nato hanno commentato la ricostruzione di El Mundo, e il premier albanese Edi Rama non ha risposto. Rutte, prima di Ankara, aveva promesso di «dare vita alla Nato 3.0: un’Europa più forte in una Nato più forte», e la dichiarazione finale di quel vertice definisce la Russia «minaccia di lungo periodo per la sicurezza euroatlantica». Il prossimo appuntamento certo in agenda è a Roma, nel marzo 2027: non dei 32 alleati, ma dei cinque.