Enrico Mentana se ne va. Stavolta per davvero. Dopo sedici anni alla guida del TgLa7, il giornalista ha annunciato che il prossimo 23 dicembre sarà il suo ultimo giorno alla conduzione del telegiornale. Lo ha fatto dal palco del premio giornalistico Franco Marchiaro, ad Alessandria, con una battuta sul desiderio di trascorrere il Natale in famiglia. Ma dietro l’annuncio c’è una storia che va avanti da mesi. E che riguarda non soltanto il destino professionale di uno dei volti più conosciuti della televisione italiana, ma anche l’identità politica ed editoriale di La7.Perché Mentana, diciamolo, qualche sassolino dalla scarpa se l’era già tolto. Lo scorso maggio, al Festival della televisione di Dogliani, aveva accusato la rete di Urbano Cairo di essere diventata una sorta di nuova Rai3. E aveva aggiunto un’osservazione piuttosto significativa: un elettore del centrodestra, guardando i programmi di La7, non poteva sentirsi a casa. Una critica precisa alla composizione e al clima dei talk show, dove secondo Mentana alcuni ospiti si trovano a proprio agio mentre altri finiscono sistematicamente in difficoltà.Non proprio una dichiarazione di poco conto, considerando da chi arrivava. Certo, questo non significa che l’addio sia stato provocato esclusivamente dalle divergenze editoriali. Il contratto scade a dicembre e Mentana non ha indicato ufficialmente una singola ragione per la decisione. Però la successione degli eventi è difficile da ignorare: prima le critiche pubbliche, poi le discussioni sul rinnovo, infine l’annuncio dell’uscita. E Cairo? L’editore aveva ribadito la propria stima per il direttore, lasciando aperta la possibilità di proseguire insieme. Evidentemente non è bastato.La critica di Mentana al giornalismo delle tifoserieC’è poi un altro elemento, emerso proprio durante l’incontro di Alessandria, che merita attenzione. Mentana ha descritto un’informazione sempre più divisa in schieramenti contrapposti, nella quale chi prova a collocarsi in mezzo viene guardato con sospetto. Ha osservato che nei talk show è diventato quasi impossibile riconoscere pubblicamente una ragione al proprio avversario. Ogni questione viene ridotta a uno scontro tra due campi, senza sfumature.Dove andrà Mentana?Per il momento non c’è una risposta. Si parla di un possibile ritorno in Rai, dove il giornalista aveva cominciato la carriera, oppure a Mediaset, dove aveva fondato il Tg5. Sono ipotesi, non accordi annunciati. Non è da escludere anche un passaggio a Sky. E il successore? Secondo Affaritaliani, la rete starebbe valutando Aldo Cazzullo, Massimo Giannini, Luca Telese, Giovanni Floris e Antonio Di Bella. Addirittura si vocifera di Monica Maggioni. Non è escluso anche che venga “promosso” qualcuno di interno alla redazione. Qualcuno fa il nome di Gaia Tortora e Alessandra Sardoni, ma si sussurra anche il nome di Paolo Celata e Francesca Fanuele.LEGGI ANCHE: Mentana, annuncio a sorpresa: “Non condurrò più il Tg di La7”L'articolo Chi sostituisce Mentana? Un volto noto (oppure no): le ipotesi per il Tg di La7 proviene da Nicolaporro.it.