Hkt, l’operatore telefonico di Hong Kong, lascia gli Stati Uniti sotto accusa di legami con il Partito comunista

Wait 5 sec.

WASHINGTON — Trenta giorni per chiedere di chiudere, dieci mesi per spegnere l’ultima linea. Venerdì Hkt, il principale operatore telefonico di Hong Kong, ha accettato di cessare ogni attività negli Stati Uniti sotto la pressione della Federal Communications Commission, l’autorità federale che regola le telecomunicazioni americane. L’accordo transattivo, visionato da Reuters, impegna la società a presentare domanda di dismissione entro 30 giorni e a interrompere i servizi internazionali e domestici verso e dentro gli Stati Uniti entro il 1° settembre 2027.Il ritiro chiude l’indagine aperta un anno fa sui legami di Hkt con il Partito comunista cinese. È la prima volta che Washington colpisce un operatore di Hong Kong, dopo aver escluso dal mercato americano i tre grandi gruppi statali cinesi, China Mobile, China Telecom e China Unicom. Con la firma cade anche il procedimento di revoca delle licenze, che avrebbe potuto portare in pubblico i dettagli delle preoccupazioni di sicurezza nazionale dell’amministrazione.Il meccanismo è quello già usato contro Pechino. Le autorizzazioni dette Section 214 permettono a un operatore straniero di collegarsi direttamente, per voce e dati, con i vettori americani. China Unicom Americas le ha perse nel 2022. Per Hkt la Fcc ha scelto l’uscita concordata, che evita un’udienza e lascia alla società il tempo di smontare i servizi: un procedimento nato come caso di sicurezza nazionale finisce così senza che le ragioni di Washington siano mai state esposte in pubblico.L’inchiesta era partita il 15 ottobre 2025 con un ordine che chiedeva a Hkt di spiegare perché le licenze non dovessero essere revocate. Il motivo era l’affiliazione con China Unicom, già inserita nella lista delle entità considerate un rischio per la sicurezza nazionale. Il colosso statale cinese è il secondo azionista di Pccw, la casa madre di Hkt, con il 18,4 per cento, e designa due consiglieri nel board dell’operatore.Il controllo di Pccw è nelle mani di Richard Li, figlio minore del magnate Li Ka-shing e presidente del gruppo, che attraverso le sue società detiene il 55 per cento di Hkt. Brendan Carr, presidente della Fcc, aveva presentato l’ordine come parte di una linea più ampia: «La Fcc continuerà a proteggere le reti americane dalla penetrazione di avversari stranieri, come la Cina», disse nel comunicato di allora. Il giorno dopo le azioni Hkt persero oltre il 5 per cento alla Borsa di Hong Kong, riporta CNBC.Il silenzio di PccwPccw ha rifiutato di commentare l’accordo. Un anno fa, dopo l’ordine, Hkt si era limitata a dire che stava «esaminando con attenzione» il provvedimento e che avrebbe «risposto in modo appropriato alle autorità»; nei mesi successivi non ha contestato il procedimento. Pechino ha sempre negato ogni illecito legato allo spionaggio.Il caso arriva in una settimana di provvedimenti a catena. Giovedì la Fcc ha votato il divieto, dal dicembre 2028, per tutti i laboratori cinesi di certificare elettronica destinata agli Stati Uniti e ha annunciato il piano per togliere agli operatori cinesi l’accesso diretto alla numerazione telefonica americana, con voto fissato al 19 novembre. Il divieto si estenderebbe ai fornitori di rete cinesi e a chi usa apparati di aziende già nella lista nera, Huawei e Zte comprese.Venerdì la Cina ha detto di opporsi fermamente alla decisione sui laboratori e ha avvertito che prenderà «le necessarie contromisure se la parte statunitense persiste nell’agire unilateralmente». Sull’uscita di Hkt il governo di Pechino non si è espresso.Lo sfondo è l’ondata di intrusioni attribuita a Salt Typhoon, il gruppo di cyberspionaggio che Washington collega allo Stato cinese: a fine 2024 gli Stati Uniti gli imputarono il furto di tabulati e dati di chiamate e l’infiltrazione in diverse società telefoniche americane. In luglio la Fcc aveva già negato una licenza alla californiana Digitalsystem Technology e l’aveva inserita nella lista di rischio, citando le sue partnership con Pccw, China Unicom e China Mobile.