Francia, 70.000 agenti in strada per il terzo weekend di proteste: a Parigi chiuse 40 stazioni della metropolitana

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PARIGI — Oltre 40 stazioni della metropolitana chiuse, vetrine sbarrate con pannelli di legno, 70.000 tra poliziotti e gendarmi in strada: la Francia entra nel sabato di Halloween come nel terzo weekend consecutivo di una contestazione che il governo ha già classificato ad altissimo rischio. Non è un caso isolato. Nello stesso giorno 150.000 persone si sono registrate per manifestare in una trentina di città tedesche, e nelle settimane precedenti cortei giovanili hanno attraversato Belgio, Spagna, Portogallo, Grecia, Serbia, Albania e Italia.Il caso francese è il più grave. «Il giorno del 31 ottobre presenta un rischio molto elevato di disordini», ha detto giovedì in conferenza stampa il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, come riferisce France 24. Le manifestazioni restano consentite, ma non nei centri città. I raduni serali convocati sui social per le 20 con le parole d’ordine «rivoluzione» e «resurrezione» sono vietati: Nuñez li attribuisce a gruppi dell’«ultrasinistra» e a gilet gialli radicalizzati, e ha avvertito che la maschera di Halloween non sarà accettata come «motivo legittimo per nascondere il proprio volto».Il dispositivo è lo stesso della settimana scorsa, con blindati e idranti, e il ministro lo definisce «misura eccezionale». I precedenti spiegano la scala. Il 17 ottobre le manifestazioni sono degenerate in saccheggi e incendi: secondo il bilancio del ministero, 1.314 fermi e 53 agenti feriti, oltre a 75 incendi e 24 negozi saccheggiati. Le stesse autorità hanno poi ammesso falle di sicurezza e di intelligence. Il 24 ottobre sono scesi in piazza 410.000 manifestanti secondo il governo, il doppio secondo i sindacati, con più di 2.700 arresti.Per oggi i gilet gialli hanno convocato un «Atto III» davanti all’Assemblea nazionale e a tutti i municipi, e i sindacati studenteschi si sono accodati. Alcuni gruppi di studenti hanno annunciato che sfideranno il divieto nei centri città, accusando le autorità di voler «mettere a tacere la voce dei giovani»; mercoledì esperti delle Nazioni Unite avevano denunciato un uso eccessivo della forza contro le proteste studentesche francesi. I gilet gialli non hanno replicato alle accuse di Nuñez e dall’Eliseo non è arrivato alcun commento.Il governo si gioca sul divieto la credibilità di un dispositivo che due settimane fa ha mancato il bersaglio, a sei mesi da presidenziali in cui Marine Le Pen guida i sondaggi. Alain Di Crescenzo, presidente delle Camere di commercio, ha detto a France Inter che i commercianti «non vedono l’ora che sabato sia finito»: Halloween «non aiuta, perché avremo gente mascherata».Le vetrine di BerlinoNei quartieri del lusso di Berlino le gioiellerie hanno coperto le vetrine con pannelli, come a Parigi. L’alleanza giovanile «GenZ regelt!», «la Gen Z ci pensa», che si dichiara apartitica e respinge ogni violenza, porta in piazza a Berlino, Francoforte, Colonia, Amburgo e Monaco un elenco di rivendicazioni: carovita, scuole fatiscenti, tagli a istruzione, sanità e cultura, alloggi, clima, no al ritorno della leva obbligatoria. «Ovunque guardiamo vediamo crisi e quasi nessuna prospettiva», dice il comunicato.La politica tedesca guarda oltre il Reno. «Scene come quelle in Francia vanno impedite a ogni costo», ha detto a Handelsblatt Alexander Throm, esponente del gruppo parlamentare della Cdu, il partito del cancelliere. Felix Banaszak, co-presidente dei Verdi, all’opposizione, ha messo in guardia dal mettere le proteste giovanili sotto sospetto preventivo. L’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, l’intelligence interna tedesca, segnala il rischio di infiltrazioni estremiste.Che il contagio passi per le immagini lo sostiene Donatella della Porta, politologa della Scuola Normale Superiore, intervistata da Le Monde: quelle francesi sono «così forti che influenzano» gli altri focoli di protesta in Europa. La severità della repressione, a suo giudizio, resta «una specificità francese», dentro una tendenza più ampia, dagli Stati Uniti all’Europa, verso «operazioni contro-insurrezionali» al posto del «mantenimento dell’ordine classico».Il primo banco di prova sarà alle 20, l’ora dei raduni vietati. «Non tollereremo alcun eccesso», ha detto Nuñez, promettendo una risposta «estremamente ferma».