Mar, 27 Ott 2026La corsa alla presidenza della Federcalcio entra nel vivo in vista del voto del 14 dicembre. Tra scelte già fatte e club indecisi, gli equilibri restano aperti.DiMarco SacchiCondividi l'articolo(Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)La Serie A si divide in due sulla corsa alla presidenza della FIGC. La sfida tra Giovanni Malagò e Adriano Galliani entra nel vivo in vista delle elezioni del prossimo 14 dicembre, con i club del massimo campionato chiamati a scegliere se confermare il sostegno all’attuale commissario federale oppure puntare sull’ex amministratore delegato di Milan e Monza. La riunione informale tra le società, alla quale hanno partecipato da remoto 14 club, non ha prodotto una posizione condivisa. All’appello mancavano Inter, Juventus, Milan, Lazio, Roma e Napoli, mentre tra i presenti sono emerse posizioni differenti sulla candidatura da sostenere.Una parte delle società ha chiesto perché, dopo aver confermato il proprio sostegno a Malagò soltanto poche settimane fa, la Lega dovrebbe ora cambiare orientamento. Altri club ritengono invece che la disponibilità manifestata da Galliani rappresenti un’occasione da cogliere, considerando la sua esperienza dirigenziale e la possibilità di costruire una candidatura capace di raccogliere consensi anche al di fuori della Serie A.Il risultato è una Lega sostanzialmente spaccata, con gli schieramenti che iniziano a prendere forma ma senza che nessuno dei due candidati abbia ancora la certezza di poter raggiungere gli 11 voti necessari per essere espresso dalla massima serie.Elezioni FIGC, gli schieramenti tra Galliani e MalagòGli ultimi confronti tra le società hanno consentito di delineare con maggiore precisione gli orientamenti dei club di Serie A. Al momento, otto società vengono indicate come favorevoli alla candidatura di Adriano Galliani, contro sei orientate verso Giovanni Malagò.In particolare, il quadro sarebbe il seguente.I club orientati a sostenere Adriano Galliani:InterAtalantaMilanComoGenoaCagliariParmaSassuoloI club orientati a sostenere Giovanni Malagò:NapoliRomaLecceBolognaMonzaTorinoSi tratta tuttavia di una fotografia degli orientamenti emersi, non di una ripartizione definitiva dei voti, e alcuni scenari potrebbero ancora cambiare nei prossimi giorni. Le posizioni considerate maggiormente consolidate riguardano cinque società per ciascuno schieramento. Malagò può contare sul sostegno di Napoli, Roma, Lecce, Bologna e Monza, mentre Galliani ha dalla propria parte Inter, Atalanta, Milan, Como e Genoa.Per le altre società indicate nei due gruppi, invece, gli orientamenti non possono essere considerati altrettanto definitivi. Restano inoltre sei club che non figurano nei due schieramenti: Juventus, Lazio, Fiorentina, Udinese, Venezia e Frosinone. Le loro scelte potrebbero risultare determinanti per gli equilibri interni alla Lega Serie A.Galliani può raccogliere consensi anche dalle altre componentiAl di là dei numeri attuali, Galliani sembra poter contare su maggiori possibilità di costruire una candidatura trasversale, capace di ottenere consensi anche tra le altre componenti della Federcalcio. Nella valutazione degli attuali rapporti di forza, gli equilibri possono essere rappresentati con un 55% a favore di Galliani e un 45% per Malagò. L’elemento che potrebbe favorire Galliani è soprattutto la possibilità di essere candidato anche da una componente diversa dalla Serie A.L’ex amministratore delegato del Milan ha infatti completato il tesseramento come dirigente accompagnatore dell’Enotria 1908, società dilettantistica milanese, soddisfacendo così uno dei requisiti necessari per presentarsi alla presidenza federale. In particolare, la Lega Nazionale Dilettanti guidata da Giancarlo Abete potrebbe decidere di sostenere Galliani, anche nell’eventualità in cui la Serie A dovesse confermare il proprio appoggio a Malagò.Abete era stato lo sfidante dell’attuale commissario federale nelle elezioni dello scorso giugno e la sua componente potrebbe quindi svolgere un ruolo decisivo nella costruzione di una candidatura alternativa. La scelta della Serie A, di conseguenza, non sarà necessariamente sufficiente a determinare chi correrà per la presidenza della FIGC. Anche il candidato che non dovesse ottenere il sostegno della massima serie potrebbe infatti presentarsi attraverso un’altra componente, portando la sfida direttamente all’assemblea elettiva del 14 dicembre.Perché la Serie A si è divisa su MalagòLa candidatura di Galliani rappresenta un cambiamento significativo rispetto a pochi mesi fa, quando la Serie A aveva sostenuto in maniera sostanzialmente compatta Giovanni Malagò. Una parte delle società non avrebbe condiviso alcune decisioni assunte dal presidente federale durante il suo mandato, ritenendo insufficiente il coinvolgimento dei club nelle scelte più importanti.Tra le questioni che avrebbero alimentato il malcontento figurano la nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico della Nazionale, mentre diversi presidenti avrebbero preferito Antonio Conte, e la scelta di Diana Bianchedi come capo delegazione. A questi elementi si aggiungerebbero considerazioni legate agli equilibri istituzionali e ai rapporti con il mondo politico, che potrebbero favorire la costruzione di un consenso più ampio intorno alla figura di Galliani.Non mancano tuttavia le società contrarie a un cambio di orientamento. Alcuni presidenti ritengono infatti prematuro giudicare l’operato di Malagò dopo appena quattro mesi e considerano poco comprensibile abbandonare una candidatura sostenuta soltanto poche settimane fa.Elezioni FIGC, la scadenza del 4 novembreIl primo appuntamento decisivo è rappresentato dal 4 novembre, termine ultimo per il deposito delle candidature. Entro quella data, i due schieramenti dovranno chiarire se esistano le condizioni per una candidatura unitaria della Serie A oppure se la divisione interna sia destinata a proseguire.Ma anche dopo quella scadenza la partita potrebbe rimanere aperta. Le altre componenti federali, dalla Lega Dilettanti alla Lega Pro e alla Serie B, fino alle associazioni di calciatori e allenatori, potrebbero infatti risultare decisive nella definizione degli equilibri. Il 14 dicembre potrebbe così andare in scena una vera sfida elettorale tra Malagò e Galliani, con una Serie A divisa e le altre componenti chiamate a determinare il futuro della governance del calcio italiano.Developed by 3x1010