(LaPresse) – Centinaia di agricoltori, per lo più provenienti dalla Calabria, si è riversata oggi in piazza Montecitorio, all’esterno della Camera dei Deputati. La loro è una protesta arrabbiata contro il caro carburante, ma pacifica, che non ha colori politici e che non vuole rappresentanza. “Vuole solo essere ascoltata dalle istituzioni” Massimo, un piccolo imprenditore agricolo crotonese, che insieme ai suoi colleghi si è messo in autobus stanotte alle 2 per raggiungere la capitale: “La mattina, quando mi alzo, mi chiedo se ho fatto la cosa giusta portando mia figlia a seguirmi nel mio lavoro, o ho fatto una grande ca***ta”, si domanda tra le lacrime quando lo raggiungiamo ai nostri microfoni. “Io non vedo futuro per mia figlia – ribadisce – io ho cinque figli e lavoro dalla mattina alla sera, poi si permettono di fare articoli di giornali parlando di indagati e di mafiosi infiltrati, i mafiosi, indagati e pregiudicati sono lì (indicando la Camera dei Deputati, ndr), ma lì sono tutelati”. “Loro non possono farci la morale a noi, su questo lato, è una vergogna veramente”. La tensione aumenta, ma senza mai sfociare in alcun tipo di atto violento o pericoloso. C’è tanta rabbia e frustrazione. “Questa loro indifferenza (dei politici, ndr) dovrebbe infastidire anche voi”, urla ancora Massimo alle forze dell’ordine schierate con gli scudi a difesa di Montecitorio, a cui pure l’agricoltore manifesta rispetto per il lavoro che stanno svolgendo. “Possibile che queste persone non possono venire qui a parlare civilmente con noi? Meloni, Salvini, Lollobrigida, una parola, perché non venite qui a parlare con noi?”. “Siamo esasperati”, racconta ancora Massimo, “perché non abbiamo una risposta semplice da parte di chi governa, destra, sinistra, centro, non ci interessa”. Questo è menefreghismo nei nostri confronti, è mancanza di rispetto nei nostri confronti. Fare questi decreti provocatori, questo decreto che hanno fatto per il quale sequestrano i camion ai trasportatori, questa è una violenza, un invito allo scontro fisico e noi non lo vogliamo, perché noi non siamo la malavita. Noi siamo agricoltori, autotrasportatori e cittadini onesti e lavoratori. Non lo vogliamo lo scontro, però questo atteggiamento del governo è inspiegabile”, conclude.{"@context": "http://schema.org","@type": "VideoObject","name": "Caro carburante: le lacrime degli agricoltori calabresi a Montecitorio","description": "Caro carburante: le lacrime degli agricoltori calabresi a Montecitorio","thumbnailUrl": "https://img.lapresse.it/2026/10/27/a43b4e4ddf001f170a5d04447a3e4b1d.jpg","uploadDate": "2026-10-27T15:04:35+01:00","contentUrl": "https://videolapresse-meride-tv.akamaized.net/exposed/folder29/1793107278_f74b38440666ac55f60c31845535cb6c_lapresse_hd.mp4"}Questo articolo Caro carburante: le lacrime degli agricoltori calabresi a Montecitorio proviene da LaPresse