Samsung insiste sulle lavatrici AI, perché così non sbaglierai più modalità

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Mettere il bucato in lavatrice è una di quelle operazioni che facciamo in automatico, ma quante volte abbiamo sbagliato programma, usato troppo detersivo o lavato a temperature eccessive rovinando qualche capo?Samsung prova a toglierci questo problema dalle mani con la nuova gamma Bespoke AI Laundry, una serie di lavatrici (e lavasciuga) che usano sensori e algoritmi per gestire il lavaggio al posto nostro, adattando ogni parametro al carico specifico.Ma come funzionano nel dettaglio? Il colosso ci tiene così tanto alle nuove tecnologie che muovono i nuovi elettrodomestici da aver pubblicato un comunicato stampa a riguardo. Chiaro è che, in quanto tale, vi è della natura pubblicitaria, dunque vi invitiamo a prendere i dati con le pinze dove servono, ma ci sono alcune specifiche tecniche che vale la pena conoscere per capire dove stanno andando a parare lavatrici e lavasciuga. Il nuovo sistema è spinto dal programma AI Wash+, che analizza ogni carico prima ancora di iniziare a lavare. I sensori rilevano il peso del bucato, riconoscono il tipo di tessuto (fino a cinque categorie: cotone, delicati, asciugamani, denim e capi outdoor, ma solo per carichi fino a 2 kg) e misurano il livello di sporco tramite un sensore di torbidità. In base a queste informazioni, la macchina regola autonomamente la quantità d'acqua, il dosaggio del detersivo attraverso un dosatore automatico, i tempi di ammollo, il numero di risciacqui e i giri di centrifuga.Di conseguenza, invece di scegliere noi il programma sperando di indovinare, è la lavatrice a decidere come trattare ogni carico. Un'idea sensata, anche se il riconoscimento dei tessuti funziona solo selezionando esplicitamente AI Wash+ e ha i suoi limiti con carichi misti.Per quanto riguarda i consumi energetici, il modello di punta (WF90H, da 9 kg) dichiara un indice di efficienza energetica di 18,2 kWh ogni 100 cicli, che secondo Samsung equivale a consumare fino al 65% in meno rispetto al limite massimo della classe A. La funzione AI Energy Mode, attivabile dall'app SmartThings, permette di monitorare i consumi dallo smartphone e ottimizzare ulteriormente il ciclo, ma è disponibile solo su determinati programmi e a temperature comprese tra 20°C e 40°C. C'è poi il programma Vapore Igienizzante, che rilascia vapore direttamente nel cestello per eliminare fino al 99,9% di alcuni batteri specifici (Staphylococcus aureus ed Escherichia coli, secondo test Intertek). Non è una novità assoluta nel settore, ma Samsung segnala una crescita del 19% nelle vendite europee di lavatrici con funzioni a vapore tra il 2024 e il 2025, il che suggerisce che gli utenti effettivamente la cercano.Un'altra funzione interessante riguarda il rilascio di microplastiche: il programma Less Microfiber dichiara una riduzione fino al 54% delle microplastiche disperse nell'acqua dai tessuti sintetici durante il lavaggio, rispetto a un ciclo standard su un modello precedente.Sul piano dell'interazione, i modelli top di gamma hanno uno schermo touch da 7 pollici, supporto all'assistente vocale Bixby e integrazione con SmartThings per avviare il lavaggio da remoto, ricevere notifiche e gestire la lavatrice come parte di un ecosistema smart home più ampio.Vale la pena ricordare che Samsung ha recentemente lanciato anche il servizio Smart Repair per gli elettrodomestici, con riparazione a domicilio in cinque giorni lavorativi.Insomma, al di là dell'idea, senz'altro buona e giusta, bisognerà vedere quanto tutto questo si traduca in un vantaggio reale nella vita quotidiana, se per l'appunto l'automazione è così intelligente come dice di essere. L'articolo Samsung insiste sulle lavatrici AI, perché così non sbaglierai più modalità sembra essere il primo su Smartworld.