A Roma cominciano a brillare gli occhi, a Porto c’è chi si mangia le mani. Il gol decisivo di Rodrigo Mora contro il Cagliari ha acceso l’entusiasmo dei tifosi giallorossi e risvegliato i rimpianti di quelli dei Dragões. Eppure, fino a martedì sera, il cammino del giovane portoghese nella Capitale non era stato tutto rose e fiori. Arrivato ad agosto con grandi aspettative, dopo un investimento iniziale da 25 milioni di euro, Mora aveva alternato lampi di talento a prestazioni meno convincenti, finendo anche in panchina nelle ultime settimane. Poi quella splendida incornata all’Olimpico, seguita dalla giocata che ha propiziato il 4-2 di Malen, ha improvvisamente cambiato la prospettiva.E le sue prodezze non sono passate inosservate in Portogallo. Come racconta Il Romanista, sui social sono riemerse le polemiche per una cessione che alcuni tifosi del Porto non hanno mai digerito: “Mora è stato venduto per colpa di Farioli e ora sta dimostrando perché dicevano tutti che 50 milioni fosse un prezzo stracciato… fortunata la Roma“. Qualcuno si spinge addirittura a immaginare il giovane trequartista protagonista della nazionale maggiore: “Grande tecnica e grinta, il posto nel Portogallo deve essere suo, non di Ronaldo“. E c’è anche chi punge la Roma: “È un talento troppo grande per stare in un club che non sa valorizzare i giocatori”.Tra i rimpianti, però, c’è anche l’orgoglio di chi ha visto crescere Mora con la maglia biancoblù: “Anche se rimane il rammarico di come sarebbe potuto diventare da noi con più tempo, vederlo segnare così ci fa sentire orgogliosi. Che continui a crescere, a brillare e a mostrare le qualità che già conoscevamo. Il talento non è mai stato messo in discussione!“. Un sentimento che racconta quanto il ragazzo abbia lasciato il segno dalle parti del Dragão, nonostante un addio accompagnato da polemiche e divisioni.LEGGI ANCHE | Mora capoccia: il colpo di testa che ha ribaltato Roma-CagliariIntanto Gasperini continua a gestirlo con attenzione. Dieci presenze nelle prime dodici partite, per un totale di 425 minuti: numeri che raccontano un talento ancora alla ricerca della definitiva consacrazione. Il tecnico lo ha sempre difeso, ricordando che deve crescere soprattutto sotto l’aspetto atletico e nella tenuta sui novanta minuti. Ma dopo il Cagliari lo ha anche definito “una mina vagante“. E il gol di testa, addirittura il settimo della sua giovane carriera nonostante i 168 centimetri di altezza, ne è la dimostrazione. Mora, dal canto suo, non nasconde le proprie ambizioni: “Sogno di essere un giocatore decisivo“.Adesso potrebbe arrivare una nuova occasione dal primo minuto, sabato a Udine, complice anche l’assenza di Dybala. Un’opportunità per dimostrare che la serata contro il Cagliari non è stata soltanto un lampo isolato. La Roma spera di aver trovato un futuro protagonista, mentre a Porto qualcuno continua a chiedersi se non sia stato commesso un errore lasciandolo partire così presto. Perché il talento di Mora, anche quando fatica a emergere, resta di quelli capaci di cambiare una partita in un istante.FONTI: Il Romanista, La Gazzetta dello SportL'articolo IL RIMPIANTO | Mora fa volare la Roma, a Porto si mangiano le mani: “Fortunati loro, prezzo stracciato” proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.