L’ombra del Qatar si allunga sulle elezioni israeliane. Il presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice della Corte suprema Noam Solberg, ha chiesto al capo dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interno, di indagare sull’invio di grosse somme di denaro da parte di Doha ai partiti arabo-israeliani, per fare in modo che portassero i loro elettori in massa alle urne.Secondo quanto riferito da Channel 12, i canali utilizzati per inviare questi fondi sarebbero simili a quelli impiegati in passato per finanziare organizzazioni terroristiche, come uffici di cambio. Pare che il capo dello Shin Bet, David Zini, abbia presentato al giudice informazioni descritte come concrete e «straordinarie per la loro gravità».Le reazioni della politica israelianaIl caso, già soprannominato Ra’amgate, ha suscitato l’immediata reazione del premier Benjamin Netanyahu, che ha colto la richiesta rivolta agli 007. E il ministro della Sicurezza nazionale Itmar Ben Gvir ha invocato l’arresto dei leader dei partiti arabi, qualora sospettati di essere coinvolti in finanziamenti provenienti dal Qatar.Il Likud, il partito di Bibi, ha dichiarato che «si tratta di un attacco alla democrazia volto a portare alla presa di controllo della Knesset da parte di potenze straniere, all’islamizzazione di Israele e al rovesciamento del governo di destra, al fine di provocare la ritirata e la sconfitta dell’Idf su tutti i fronti, in primis l’Iran». Secondo la formazione politica del premier, questa vicenda è «un terremoto e uno sconvolgimento senza precedenti» e rende evidente il fatto che «nessun partito sionista dovrebbe collaborare con Ra’am e la Lista Unita, sostituire il presidente della Knesset con voti comprati e instaurare un governo pericoloso per Israele».Il principale sfidante di Netanyahu alle urne, l’ex capo di Stato maggiore delle Idf Gadi Eisenkot, ha dichiarato che Israele «deve fare tutto ciò che è in suo potere per salvaguardare l’integrità delle elezioni da qualsiasi tentativo di interferenza, manipolazione o distorsione dei fatti, e indagare a fondo su ogni denuncia», ma allo stesso tempo «non si deve permettere agli attori politici di sfruttare la situazione per influenzare la data del giuramento della ventiseiesima Knesset», previsto per il 10 novembre.L’allarme nel giorno del voto: «Gli arabi vogliono rubare le elezioni»Già nella giornata del voto, Netanyahu ed esponenti del Likud avevano messo in guardia gli elettori sul fatto che i partiti arabi volessero «rubare il voto». In mattinata erano anche stati fermati tre cittadini arabo-israeliani, legati a una delle formazioni presentatasi alle elezioni, con buste piene di denaro.Per il momento, e nonostante le dichiarazioni del presidente della Commissione elettorale centrale, la polizia ha dichiarato che «non vi sono prove» a sostegno del fatto che i partiti arabi abbiano «rubato le elezioni».L'articolo «Soldi dal Qatar ai partiti arabi». Aperta un’inchiesta sulle elezioni israeliane proviene da La Verità.