Spagna, la Guardia Civil interroga il controllore che fece ripartire il treno: 68 morti e oltre 100 feriti

Wait 5 sec.

URDA — Il controllore di Adif, il gestore pubblico della rete ferroviaria spagnola, che mercoledì alle 8.36 diede il via libera all’AVE di Renfe è stato interrogato dalla Guardia Civil. È l’uomo al centro dei minuti che separano quell’ordine dallo scontro sulla linea ad alta velocità Madrid-Andalusia, fra i paesi di Urda e Los Yébenes, 150 chilometri a sud della capitale. Il bilancio è di 68 morti e oltre 100 feriti, 15 in condizioni critiche. Il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha detto giovedì che la persona che autorizzò la ripartenza è stata identificata.Le registrazioni fra il centro di controllo di Atocha, a Madrid, e i macchinisti, pubblicate da El País e dalla televisione pubblica Rtve e rilanciate dalla BBC, ricostruiscono la sequenza. Alle 8.30 un guasto informatico alle comunicazioni mette fuori uso il sistema di sicurezza su un tratto di 63 chilometri e sei treni si fermano da soli. L’Iryo 6076, operatore privato a capitale italiano, con 147 passeggeri e un neonato a bordo, sosta a Urda: il suo macchinista comunica di essere fermo e di non riuscire a controllare il sistema di sicurezza.Alle 8.36 l’operatore di Adif dice alla macchinista del Renfe 2080, 397 passeggeri, di proseguire «a velocità normale e in condizioni normali di esercizio», seguendo i segnali laterali, la procedura di riserva quando il segnalamento automatico si guasta. Lei chiede conferma sulla velocità. Il treno percorre 25 chilometri e arriva a circa 200 all’ora. Il segnale di arresto sulla sezione dove sostava l’Iryo era ancora attivo. Gli audio indicano che la centrale sapeva che l’Iryo non si era mosso mentre il Renfe si avvicinava.L’urto avviene verso le 8.50. Due carrozze deragliano, almeno tre finiscono giù da una scarpata di ghiaia fra gli oliveti. I morti sono 44 sull’Iryo e 24 sul Renfe, secondo il presidente della Castilla-La Mancha, Emiliano García-Page. Giovedì mattina quattro corpi erano ancora fra le lamiere, con le gru al lavoro sulle carrozze più distrutte.Puente ha definito l’ordine «inspiegabile» e la ripartenza senza limiti di velocità «contraria al protocollo»; i macchinisti, ha detto, «non sono responsabili». Poi la frase che ha aperto lo scontro con i sindacati: «Non sto attribuendo responsabilità a nessuno, sto solo esponendo i fatti». La Guardia Civil ha ascoltato l’operatore nel quadro dell’indagine tecnica della commissione sugli incidenti ferroviari; un tribunale di Orgaz ha aperto un’inchiesta autonoma. Nessuna delle due ha tratto conclusioni.Il sindacato dei dipendenti pubblici Csif chiede le dimissioni del ministro e lo accusa di scaricare la colpa sul personale di Adif: «Chiediamo che il governo rispetti l’indagine e la presunzione d’innocenza del capo del traffico». Il ministero non ha risposto alla richiesta di commento della Cnn. Iryo sostiene che il suo treno è stato «colpito da dietro» e che la causa è «ancora sconosciuta»; Adif dice di stare ricostruendo la sequenza. Renfe ha sospeso il traffico fra Madrid e l’Andalusia.Lo sciopero e il votoIl disastro è caduto alla vigilia di uno sciopero di 24 ore, confermato per giovedì dal sindacato dei macchinisti Semaf: 6.000 conducenti del gruppo Renfe, convocati il 16 ottobre dopo il fallimento del negoziato con ministero, Adif e Agenzia statale per la sicurezza ferroviaria, «in difesa della sicurezza ferroviaria». Chiedono l’applicazione degli accordi firmati dopo Adamuz, protocolli per le emergenze meteo e assunzioni. Renfe aveva definito la protesta ingiustificata, rivendicando 1.200 nuove assunzioni.Adamuz, in provincia di Córdoba, è il precedente che pesa su tutto: a gennaio un Iryo deragliò e colpì un Renfe, 46 morti. Due incidenti mortali in nove mesi, con gli stessi due operatori, su una rete di 3.900 chilometri, la seconda al mondo dopo la Cina, che dal 1992 non aveva mai avuto vittime. Urda è la strage ferroviaria più grave in Europa dal 2013, quando a Santiago de Compostela morirono 80 persone. Puente e Sánchez dicono che tutto indica cause diverse, ma rimandano a commissione e giudici.Il premier Pedro Sánchez, sul luogo, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale dal 29 al 31 ottobre: «È inaccettabile che un Paese come la Spagna subisca due incidenti dell’alta velocità nello stesso anno». Le elezioni anticipate, convocate dopo le proteste sulla crisi degli alloggi, sono fissate al 29 novembre. A un mese dal voto, la sicurezza dei binari è diventata il terreno su cui governo e opposizione si misurano.Il leader del Partito popolare Alberto Núñez Feijóo chiede un audit indipendente dell’intera rete «senza interferenze», ma rifiuta di parlare di responsabilità politiche: «Non è il giorno». Tutti i partiti hanno sospeso gli eventi di precampagna tranne Vox, il cui leader Santiago Abascal ha mantenuto il comizio a Valladolid. Il re Felipe VI è arrivato sul posto; 24 partite di Coppa del Re sono state rinviate. Se emergerà negligenza, ha detto Sánchez, ci sarà «la massima fermezza».