CO2: ci siamo svenati per niente

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Qui al bar ci chiediamo: cosa ci siamo avventurati a fare nella transizione ecologica, distruggendo l’automotive europeo, passando dalla dipendenza dai russi alla dipendenza dai cinesi e imponendo nuovi oneri sull’industria e sui cittadini, tra quote di scambio carboniche, mannaia sui motori termici e obblighi di ristrutturazione delle case, se poi l’Onu ci dice che i gas serra hanno raggiunto un livello “senza precedenti”, tanto da alimentare “fenomeni meteorologici sempre più estremi” e da influenzare “il clima globale non solo per anni, ma per decenni e persino secoli”?Ovviamente, si può non credere ai profeti di sventura. In fondo, le Nazioni Unite campano di questo catastrofismo e quella del green è una giostra politico-culturale che funziona come un algoritmo dei social: più le dai in pasto materiale, più gira vorticosamente. Ma proviamo a dare retta all’Onu. Proviamo ad ammettere che lo choccante report diffuso ieri dica la verità. Significa solo una cosa: che le politiche verdi non funzionano. I loro fautori diranno: non funzionano perché non ce ne sono abbastanza. Un po’ come il comunismo e le armi all’Ucraina. Vabbè. Facciamo umilmente notare che le emissioni nette di gas serra dell’Unione europea si sono ridotte del 40% tra il 1990 e il 2024. Dal 2000, il calo è stato davvero drastico: -32% di emissioni pro capite. Oggi, l’Ue vale il 6,5% delle emissioni mondiali; la Cina il 34; gli Usa, che pure sono grandi inquinatori rispetto a noi, il 12. Secondo voi dobbiamo continuare a desertificare la nostra economia e a depauperare i cittadini, oppure, per far quadrare i conti all’Onu, dobbiamo andare a bussare alla porta di qualcun altro?Il Barista, 28 ottobre 2026L'articolo CO2: ci siamo svenati per niente proviene da Nicolaporro.it.