Campo Largo, fissata la data delle primarie. Ma Conte: “Con Renzi non si vince”

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Il campo largo? Largo, forse. Pronto a governare, decisamente meno. A leggere le ultime dichiarazioni di Giuseppe Conte, viene da chiedersi come faccia il centrosinistra a presentarsi come alternativa a Giorgia Meloni quando i suoi principali protagonisti continuano a discutere persino su chi debba far parte della coalizione. Fatto sta che oggi, i leader del centrosinistra si sono parlati e alla fine della riunione hanno emesso un comunicato congiunto che sa di prima pietra per provare a costrire qualcosa. “Dalla settimana prossima inizierà il confronto per definire il programma della coalizione entro novembre – si legge – Parteciperanno ai tavoli le forze di opposizione rappresentate in Parlamento che condividono l’urgenza di costruire un’alternativa di governo alla destra. Infine abbiamo concordato che le primarie si terranno entro il mese di febbraio con l’obiettivo di farne un importante appuntamento di partecipazione democratica, in modo da assicurare una leadership che sia pienamente sostenuta da ogni forza del campo progressista”. Poco prima, a dicembre, le opposizioni scenderanno in piazza per una manifestazione “condivisa con le forze di opposizione e sarà aperta alle forze sociali del paese e alla società civile”.C’è solo un problema. Non indifferente. Chi rientrerà nel campo per le primarie e per il campo progressista? Da quanto emerso dal comunicato, al tavolo per il programma parteciperanno anche Italia Viva, Più Uno (il movimento di Ernesto Maria Ruffini), +Europa e Progetto Civico (dell’assessore Onorato). Ma nel libro di Bruno Vespa, Storia della Seconda Repubblica, in uscita il 2 novembre, il leader del Movimento 5 Stelle è infatti tornato sul problema Matteo Renzi. “La presenza di Italia viva nella coalizione non è un problema nostro, ma dell’Italia. Se una parte dell’elettorato del M5S non andasse a votare per la presenza di Renzi, noi non manderemmo mai a casa Meloni”, ha detto. Il ragionamento è chiaro: Conte teme che l’ingresso dell’ex premier faccia scappare una parte degli elettori grillini. Un problema politico comprensibile, considerando i trascorsi tra i due. Ma c’è un dettaglio: senza Renzi e gli altri pezzi del centrosinistra moderato, i numeri diventano ancora più complicati.Basta guardare la Supermedia YouTrend/Agi pubblicata ieri, 29 ottobre. Il campo largo è accreditato del 43,8%, il centrodestra del 43,7%. Appena un decimale di differenza, sostanzialmente una situazione di parità. Fratelli d’Italia è al 27,9%, il Pd al 20,2%, il Movimento 5 Stelle all’11,9% e Alleanza Verdi e Sinistra al 6,2%. Italia Viva vale il 2,4% e +Europa l’1,5%.  Facciamo due conti. Senza il 2,4% di Italia Viva, il campo largo scenderebbe aritmeticamente al 41,4%. Senza anche +Europa, al 39,9%. Si tratta di una semplice simulazione, non di un nuovo sondaggio: gli elettori potrebbero redistribuirsi diversamente. Ma rende evidente quanto pesino anche le formazioni più piccole quando le coalizioni sono separate da appena lo 0,1%.Ed ecco il paradosso: Renzi rischia di far perdere voti se entra, ma i suoi voti mancano se resta fuori. Un bel rompicapo per Elly Schlein.Conte, infatti, scarica proprio sulla segretaria democratica la responsabilità di risolverlo: «Poiché è stato il Partito democratico a volere che Renzi stesse con noi, è la sua segretaria a doversi assumere la responsabilità di ottenere garanzie politiche che ci salvaguardino dal depotenziamento dell’alleanza che Renzi può portare, e prevengano instabilità future». Traduzione politica: Renzi lo avete voluto voi, adesso garantite voi. Non esattamente la premessa ideale per una coalizione che dovrebbe presentarsi unita davanti agli elettori.E non è finita. C’è anche la partita della leadership. Conte conferma che correrà alle primarie: «Mi pare chiaro che le faremo e io ci sono». E riconosce che i leader dei due maggiori partiti dell’opposizione tenderanno a valorizzare le differenze anziché gli elementi comuni. Insomma, prima bisogna decidere chi può stare nella coalizione. Poi bisogna capire chi la guiderà. E soltanto dopo si potrà affrontare il capitolo forse più complicato: trovare una linea comune su economia, politica estera, difesa e giustizia.L'articolo Campo Largo, fissata la data delle primarie. Ma Conte: “Con Renzi non si vince” proviene da Nicolaporro.it.