C’è l’ombra di un Qatargate sulle elezioni israeliane che ieri, man mano che andava avanti lo scrutinio delle doppie buste, rafforzavano il blocco che fa capo a Benjamin Netanyahu e ridimensionavano un po’ il risultato dei partiti arabi. Attorno all’exploit di queste liste, in un primo momento accreditate di 19 seggi ma che a fine conteggio potrebbero scendere a 18, si è addensata una cortina di sospetti. Già martedì sera il Likud, il partito di Netanyahu che contrariamente ai sondaggi si è confermato il più votato ottenendo almeno 27 seggi su 120 alla Knesset, sosteneva che le «liste arabe hanno rubato il voto e si sono rese protagoniste di brogli elettorali».🔒 Contenuto riservato agli abbonati. Continua a leggere su La VeritàL'articolo «Qatar dietro i partiti arabi», sette arresti proviene da La Verità.