Ucraina, 25 autobus partono verso Oleshky per evacuare i civili: il primo convoglio concordato da Mosca e Kyiv

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KHERSON — Venticinque autobus allineati ad Armyansk, cittadina in mano russa all’imbocco della Crimea, le ambulanze in coda e i posti contati: almeno 750, con uno spazio per i cani e i gatti che gli abitanti vorranno portare con sé. A bordo viaggiano cibo e medicinali e, al seguito, giornalisti francesi, italiani, russi e ucraini. La meta è Oleshky, 85 chilometri più a nord, sulla riva orientale del Dnipro.Il convoglio si è messo in marcia nella notte, riferisce Reuters citando il quotidiano russo Izvestia, e deve raggiungere nelle prossime ore l’ospedale centrale della città, occupata dalle truppe di Mosca dal 2022. È la prima operazione umanitaria concordata da Russia e Ucraina in questo settore del fronte, resa possibile da una tregua locale in vigore dalle 3 di martedì (le 2 in Italia) e nata da un’iniziativa di Melania Trump. L’uscita dei civili è prevista fino alle 14 locali, la distribuzione degli aiuti dalle 14.30.«Portiamo aiuti umanitari agli abitanti di Oleshky», ha detto all’Associated Press Dmytro Lubinets, difensore civico del Parlamento ucraino e capo negoziatore per Kyiv. «Il nostro compito principale è che arrivino a ogni persona che ne ha bisogno, con un’attenzione particolare agli anziani e ai disabili». Secondo Lubinets le rotte sono state sminate e la tregua ha retto per 54 ore senza violazioni. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto martedì di non avere segnalazioni di incidenti.La first lady americana aveva descritto il 23 ottobre una città «sull’orlo del disastro»: elettricità a singhiozzo, strade minate, attacchi regolari. L’idea è nata a settembre, durante un evento che Melania Trump ha ospitato a margine dell’Assemblea generale dell’Onu; la missione la conducono Lubinets e la commissaria russa per i diritti umani Yana Lantratova. Una settimana prima dell’annuncio Papa Leone XIV aveva rivolto un appello diretto a Vladimir Putin, e la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno aveva iniziato uno sciopero della fame per Oleshky.Il ministero della Difesa russo ha confermato su Telegram di aver «cessato il fuoco nel settore di Kherson» e di aver introdotto un «regime di silenzio» per preparare l’operazione. Il capo di stato maggiore Valery Gerasimov ha poi avallato l’estensione della tregua ad altre zone della regione di Kherson, annunciata dalla first lady, per far passare altri convogli. Né Mosca, né Kyiv, né Washington hanno però detto chi vigila sul rispetto del cessate il fuoco.Oleshky è finita sott’acqua nel 2023 dopo il crollo della diga di Kakhovka e da allora vive tagliata fuori. Chi è riuscito ad andarsene racconta di persone che patiscono la fame e cacciano i piccioni: «Hanno dimenticato che cos’è il pane». Nelle foto scattate mercoledì in città si vedono reti anti-drone tese sopra le strade e un palazzo residenziale sventrato.Un morto a KyivA poche centinaia di chilometri la guerra non si è fermata. Giovedì sera, poco dopo le 22 (le 21 in Italia), missili balistici russi hanno colpito Kyiv: una persona è morta e nel distretto di Darnytskyi hanno preso fuoco dei magazzini, ha detto il sindaco Vitali Klitschko. Nella regione di Dnipro, città di quasi un milione di abitanti a sud-est della capitale, fino a 350.000 persone sono rimaste senza corrente, secondo il governatore. A Chernihiv, nel nord del Paese, un attacco aereo ha incendiato auto in strada.Il presidente Volodymyr Zelensky conta oltre 100 missili balistici su Kyiv e la sua regione dal 14 ottobre, con un campus universitario, un ponte e strutture mediche colpiti nelle notti tra il 26 e il 27. Il ministero della Difesa russo non ha rivendicato i raid di giovedì; il 14 ottobre aveva descritto un attacco «massiccio» alle infrastrutture energetiche della capitale, a pochi giorni dall’annuncio di Donald Trump di una «tregua energetica».La tregua di Oleshky copre un tratto di fronte lungo pochi chilometri, ed è la carta che i tre governi si mostrano prima dei colloqui a tre attesi il mese prossimo, dopo mesi di stallo. David Arakhamia, capogruppo del partito di Zelensky in Parlamento, la definisce «la più estesa finora»: scade domenica in tarda serata.Le foto degli autobus in colonna, con i motori accesi ad Armyansk, le ha diffuse su X Kirill Dmitriev, l’inviato di Putin, poche ore prima della partenza.