AGI - Una "manovretta", "piccola, piccola", tutta "bandierine e slogan". Per non parlare del provvedimento sulle targhe personalizzate. Le prime reazioni dei leader del centrosinistra sulla legge di Bilancio oscillano fra indignazione e ironia. "Il Paese aspettava risposte ma Meloni ha fatto una manovra di mance e spot elettorali. L'unica buona notizia è che sarà l'ultima per questo governo", dice la segretaria dem Elly Schlein. L'alleato Cinque Stelle si sofferma sul dedalo di misure e paletti che fanno della manovra una "lotteria di micromisure per microplatee. Se sei fortunato, dopo lo slalom tra i vari requisiti, raccogli qualche briciola", sottolinea Giuseppe Conte. "Il biglietto vincente", per Conte, "va ad armi e difesa: 14 miliardi di extra-spese. Quello perdente ai lavoratori dipendenti, tartassati tra rincari, tasse e stipendi da fame. Per le armi 4,5 miliardi in più nel 2027, per la sanità 2,5: la metà di quanto chiesto dallo stesso Ministro e dalle Regioni".Il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, si sofferma sulle misure per i giovani: "Il governo Meloni finge di fare una manovra per i giovani ma poi prevede quota 100 per i 64enni: praticamente con una mano dà con qualche timida misura, ma con i prepensionamenti toglie alle nuove generazioni. Un gioco delle tre carte", continua Magi, "per nascondere il fatto che si preannuncia già una legge di bilancio elettorale, cioè uno sconsiderato assalto alla diligenza". Quella del governo Meloni "è una manovra piccola, piccola, segnata dall'aumento della spesa militare e incapace di rispondere ai problemi degli italiani", rincara Nicola Fratoianni di Avs: "Problemi che si chiamano carovita, stipendi fermi, sanità che ormai non è più garantita come diritto universale. Sono queste le emergenze del Paese, ed è su questo che bisogna intervenire".L'ipotesi di una manifestazione unitariaParole d'ordine che potrebbero essere portate presto in piazza, con la manifestazione unitaria di cui si parla ormai da giorni e che potrebbe rientrare tra i temi della conference call di domani fra i quattro leader. Stando a quanto si apprende da fonti parlamentari del Pd, infatti, la manifestazione potrebbe essere convocata nel corso della battaglia parlamentare sulla manovra, comunque entro fine anno. Tenendo presente anche che, contro il caro vita, è in programma anche la mobilitazione annunciata dalla Cgil per il 20 novembre.Le critiche sulle targhe personalizzateA tutto ciò si somma l'amara ironia degli esponenti progressisti per la misura riguardante le targhe auto. Certo, dice Fratoianni, la manovra non risponde ai bisogni degli italiani, "in compenso però, gli italiani potranno tirare fuori 600 euro di tasca propria per 'sbizzarrirsi' con le targhe personalizzate. Almeno quei pochi che non devono usare quei soldi per mettere il pranzo in tavola, curarsi o pagare affitto e bollette".L'affondo del Partito democraticoDebora Serracchiani, deputata ed esponente della segreteria dem, osserva "da una parte, il Paese reale: cittadini e cittadine, famiglie, imprese, che chiedono risposte all'inflazione, al caro energia, al caro carburanti, agli stipendi fermi. Dall'altra, una presidente del Consiglio che invece di dare risposte parla di personalizzazione delle targhe di automobile. La propaganda non può mascherare all'infinito la loro totale incapacità".La conclusione di ConteLa chiosa è del presidente M5s: "Permettono agli italiani di personalizzare la targa, la loro l'hanno già scelta: 'carovita, me ne frego'. Se la pagheranno, dipenderà dal voto e dalla partecipazione dei cittadini".