Russia, il quotidiano indipendente Novaya Gazeta chiude: “Siamo stati uccisi”

Wait 5 sec.

Novaya Gazeta, il più importante media indipendente operante in Russia, ha annunciato la propria chiusura nel Paese a partire dal 9 novembre. “Siamo stati uccisi. Il 9 novembre spegneremo le luci della nostra casa, dove abbiamo vissuto per 30 anni, spegneremo i server e ce ne andremo. Il giornale non c’è più. Le autorità russe e i servizi segreti russi hanno costretto la redazione a cessare l’attività”, si legge sul sito del giornale. “Una trentina d’anni di vita insieme al Paese e ai suoi cittadini finiranno per noi per strada, senza mezzi di sussistenza, sotto la costante minaccia della repressione“, aggiunge Novaya Gazeta.Il giorno prima era stato reso noto che la redazione sarebbe stata sfrattata dalla propria sede in Potapovsky Lane, nel centro di Mosca, dove i giornalisti avevano lavorato per 29 anni, sottolinea Meduza, evidenziando che a seguito di ciò chiuderà anche il Museo di Anna Politkovskaya, che aveva sede nell’ex ufficio della giornalista. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 le autorità russe hanno bloccato i siti web del giornale e ne hanno revocato la registrazione, poi a settembre del 2026 Novaya Gazeta era stato dichiarato “agente straniero”. Nel 2021 il Premio Nobel per la Pace al caporedattore Dmitry MuratovNel lungo testo dell’annuncio pubblicato sul suo sito, Novaya Gazeta ripercorre la sua storia, che si intreccia con quella della Russia. “I nostri anni sono stati felici: pieni di creatività e speranze, lettori, amici, testi, film. A volte, questi anni sono stati disperatamente amari. Amari, perché è stato proprio durante il regno di questo regime, e non negli anni ’90 della criminalità organizzata, che i nostri colleghi sono stati uccisi per motivi politici, per aver adempiuto al loro dovere professionale e civico: Igor Domnikov, Yuri Shchekochikhin, Anna Politkovskaya, Stas Markelov, Anastasia Baburova, Natalya Estemirova. Contemporaneamente alla lettera di sfratto, hanno disattivato il sistema di donazioni che ci permetteva di ricevere contributi dai nostri lettori. In altre parole, ci hanno privato di qualsiasi fonte di finanziamento. Completamente”, denuncia il giornale. Dmitry Muratov durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace nel 2021 (Foto AP/Alexander Zemlianichenko)E ancora: “Si tratta di un’operazione coordinata. Nessuno si lascerà convincere dalla giustificazione delle banche secondo cui agiscono in base a regole aziendali interne. Si tratta di regole esterne, stabilite dall’apparato statale repressivo, da funzionari dell’Fsb che si sono infiltrati in ogni organizzazione. Considerano il Paese come una loro proprietà“. Poi, dopo avere ripercorso le restrizioni a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina e l’aggressione al caporedattore Dmitry Muratov, Nobel per la Pace nel 2021, Novaya Gazeta sottolinea che “questa non è solo la nostra storia personale. È la storia di un Paese e di una società che vengono annientati esattamente allo stesso modo”. “A compiere tutto questo sono l’Fsb, il ministero della Giustizia, la Procura e altri che hanno privatizzato lo Stato e usurpato il potere. Non si tratta di risentimento sovietico; sotto questa copertura è stata praticamente instaurata una dittatura militare“, denuncia il giornale. “I diritti umani e le libertà sono stati eliminati nel Paese, e la loro tutela è stata equiparata a un reato. Le elezioni e gli organi eletti sono stati di fatto eliminati. Le istituzioni pubbliche sono state smantellate. La libertà di coscienza e la dignità umana sono state calpestate. La vita privata è stata stravolta da mani sporche. L’articolo 29 della Costituzione, secondo cui ‘la censura è vietata’, non suona forse oggi come una beffa? I tribunali sono stati distrutti, insieme alla legge e allo Stato di diritto. Avere le proprie convinzioni è ora considerato tradimento“, si legge ancora. Poi la conclusione: “Ma il tradimento è quando uno Stato tradisce la propria Costituzione. E questo tradimento è un crimine in corso, che si sta svolgendo proprio ora sotto gli occhi del mondo intero. L’assassinio di ‘Novaya Gazeta’ ne è un’ulteriore prova. In tutti questi anni abbiamo scritto proprio di questo. Finché abbiamo potuto. Ecco perché l’abbiamo chiusa. Grazie a tutti coloro che ci hanno ascoltato”.Questo articolo Russia, il quotidiano indipendente Novaya Gazeta chiude: “Siamo stati uccisi” proviene da LaPresse