GUIDONIA – L’ex ispettore della Polizia Penitenziaria presenta il libro “Il destino di Hengel”

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Dì Francesca Romana Severini Si è tenuta lo scorso giovedì, a Guidonia, nella Sala Comunale della Cultura Rosina Ferrario, la presentazione del libro “Il destino di Hengel” di Salvatore Ardita. L’autore, classe 1946, originario di Portici e residente da molti anni a Guidonia, è un ex ispettore superiore del Corpo di Polizia Penitenziaria. Il racconto, tratto da una storia vera degli anni ’60, ha voluto scavare a fondo tematiche importanti come quelle dell’abbandono, della violenza sessuale e della tutela dei minori. Edito da Pluriversum, il libro vede come protagonista una donna di nome Hengel, raccontata nelle diverse fasi della sua vita: dalla bambina abbandonata davanti a una chiesa, alla ragazza abusata, fino alla donna che cerca costantemente di trovare il proprio posto nel mondo. Insieme a lei, il lettore vive anche la crescita psicologica della protagonista, che passa dal non riconoscersi alcun valore, né ai propri occhi né a quelli della società, alla piena affermazione del proprio diritto di esistere. «Ho scelto di iniziare il libro con il tema dell’abbandono non solo perché è parte della storia a cui mi sono ispirato, ma perché molto spesso il gesto forte di lasciare un figlio viene soltanto criticato, senza mai chiedersi quali siano le motivazioni. Molto spesso, dietro a quest’azione, c’è soprattutto la disperazione. Può celarsi una donna fragile, sola, magari minorenne, senza famiglia, casa o lavoro. C’è una donna che può avere paura del proprio compagno o che è vittima di violenza sessuale. Non possiamo continuare a parlare di tutela dei minori senza prima renderci conto che deve esistere anche la tutela delle madri. La società in cui viviamo spesso punta il dito, ma si dimentica di costruire alternative», ha spiegato l’autore durante la conferenza, sottolineando più volte quanto tutti noi siamo chiamati a fare la differenza. «Bisogna far conoscere i servizi disponibili. Far sentire alle donne che non sono sole. Garantire ascolto, assistenza sanitaria, sostegno psicologico e percorsi protetti e riservati. Rafforzare consultori e servizi sociali, aumentare i centri antiviolenza e tutte quelle realtà che lavorano accanto alle persone più fragili. Non dobbiamo più scegliere se proteggere il bambino o la madre, ma dobbiamo prenderci cura di entrambi», ha concluso.Anche la tematica dell’amore ritorna spesso all’interno del libro. Amore tossico e amore sano: l’intera storia si sviluppa lungo questi due filoni che viaggiano in contrapposizione, facendo spesso interrogare il lettore su come riconoscere la sottile differenza. Ma forse il cuore di questo racconto  è  soprattutto il coraggio delle donne e la speranza che qualcosa, un domani, possa realmente cambiare. Hengel, in ogni pagina, incontra un nuovo ostacolo, una nuova perdita, la possibilità di commettere un nuovo errore. Ogni volta sembra quasi non farcela, salvo poi riuscire ad andare avanti, più forte di prima, guidata da quella forza femminile che le permette di rialzarsi anche quando tutto sembra perduto. Perchè, forse, tutti noi, non siamo soltanto ciò che ci capita nella vita ma anche ciò che scegliamo di essere ogni giorno.L'articolo GUIDONIA – L’ex ispettore della Polizia Penitenziaria presenta il libro “Il destino di Hengel” proviene da Tiburno Tv.