Il termine nasce dall’unione di due parole inglesi, «chemical» e «sex». Il chemsex è l’uso intenzionale di sostanze psicoattive per facilitare, intensificare o prolungare i rapporti sessuali. Le molecole più frequentemente coinvolte sono la metanfetamina, il mefedrone e il Ghb/Gbl, ma l’elenco si estende di caso in caso. Non è un fenomeno nuovo, eppure è ancora largamente invisibile e sconosciuto: agli occhi della società, e anche a quelli del sistema sanitario.🔒 Contenuto riservato agli abbonati. Continua a leggere su La VeritàL'articolo Chemsex, la droga del sesso che allarma una sanità impreparata proviene da La Verità.