Ucraina, tensione nella maggioranza dopo le parole di Salvini. Tajani e Crosetto: “La linea dell’Italia non cambia”

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C’è ancora una volta il dossier Ucraina ad agitare le acque della maggioranza, con la Lega che proprio come lo scorso anno reclama discontinuità con l’avvicinarsi dell’arrivo in Consiglio dei ministri del decreto legge che proroga l’autorizzazione per il sostegno a Kiev. Il provvedimento – che fornisce il quadro giuridico per proseguire con gli aiuti – va approvato dal governo entro il 31 dicembre, ma dal palco del congresso del partito che lo ha riconfermato segretario Matteo Salvini ha dichiarato che andrà in Cdm per portare “la posizione chiara” del Carroccio: “Non possiamo continuare a mandare soldi e armi”.La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto (Foto Roberto Monaldo/LaPresse) Meloni e Crosetto confermano la linea italianaUna linea che però si scontra con quella della premier Giorgia Meloni, sempre netta nel ribadire il sostegno al paese invaso dalla Russia di Vladimir Putin. Linea peraltro ribadita da fonti autorevoli di governo che chiariscono come sull’Ucraina “la posizione di palazzo Chigi non cambia”. E confermata anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto: “La linea dell’Italia sull’Ucraina non può cambiare. È un impegno che ci siamo presi sia al livello internazionale che europeo e Nato. Consideriamo quello che sta succedendo in Ucraina molto pericoloso per la sicurezza dell’Europa e quindi sappiamo che l’aiuto all’Ucraina non è un aiuto ad una terza nazione, ma è innanzitutto un aiuto al nostro futuro, alla nostra sicurezza, e continueremo a farlo nel limite delle nostre possibilità”.Nel 2025 il dl ottenne il via libera il 29 dicembre in occasione nell’ultimo Cdm dell’anno, con Salvini assente e la Lega che, dopo un lungo tira e molla con gli alleati, ottenne una formulazione leggermente diversa rispetto al passato che prevedeva, oltre alla parte relativa alla “cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari”, anche la “priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici”.Il ministro degli Esteri Antonio Tajani (Foto LaPresse/Mauro Scrobogna)Tajani: “Già pronto il prossimo pacchetto di tipo militare”Lo stop a soldi e armi annunciato da Salvini sarà certamente tema di discussione con Meloni e l’altro vicepremier Antonio Tajani, che peraltro ha marcato le distanze dal leader leghista ricordando che sul tema “la mia posizione è nota: siamo dalla parte dell’Ucraina e continueremo ad aiutarla finché sarà necessario. Il nostro obiettivo è la pace, ma deve essere una pace giusta, non può essere la sconfitta dell’Ucraina”. Non solo, il ministro degli Esteri ha anche annunciato che “è pronto già il prossimo pacchetto di tipo militare che invieremo quanto prima a Kiev”. Pacchetto che tuttavia, come i precedenti, non passerà dal Cdm ma troverà attuazione attraverso un decreto interministeriale secretato. Quest’anno sarebbe il primo perché, come ricordato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, nel 2026 nessuna forma di aiuti è stata formalizzata “perché gli aiuti sono e vengono dati solo in relazione alla possibilità di rispondere alle precise richieste ucraine”. In ambienti di governo viene confermato che ora il pacchetto è pronto e attende solo di compiere l’iter previsto dalle norme. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da ROBERTO VANNACCI (@roberto.vannacci.68)Vannacci avverte Salvini: “Retromarcia o crisi di governo”Il tema del sostegno a Kiev è uno di quelli su cui da sempre batte anche Roberto Vannacci, che non a caso ha approfittato dell’uscita di Salvini a Milano per evidenziare con un messaggio via social le uniche due strade adesso percorribili dal segretario leghista: retromarcia o crisi di governo. “Salvini sembra essersi vannaccizzato… sarà il solito bluff? Dice basta ad armi e soldi all’Ucraina. Allora siamo pronti a una crisi di governo tra qualche settimana, visto che il pacchetto armi è già pronto”, le parole dell’europarlamentare che mette in chiaro: “Noi di Futuro Nazionale voteremo convintamente No al decreto”.Questo articolo Ucraina, tensione nella maggioranza dopo le parole di Salvini. Tajani e Crosetto: “La linea dell’Italia non cambia” proviene da LaPresse