Un’occasione di confronto tra il mondo scientifico e le istituzioni sulle principali sfide che interessano la salute visiva e la prevenzione delle patologie oculari. Dal 29 al 31 ottobre il Centro Congressi Rome Cavalieri ospita il quinto Congresso nazionale della Siso, la Società italiana di scienze oftalmologiche. Più di mille i relatori, per 11 sale congressuali attive in contemporanea e 45 società scientifiche coinvolte. Prevenzione della disabilità visiva, diagnosi precoce e garanzia di un accesso equo alle cure alcune delle priorità affrontate durante la tre giorni romana.“L’oftalmologia sta attraversando una fase di straordinaria evoluzione scientifica e tecnologica. Il compito di una società scientifica è trasformare la crescita di conoscenze in formazione di qualità, appropriatezza clinica e cure sempre migliori”, dichiara il presidente della Siso Teresio Avitabile. Teresio Avitabile, presidente Siso“Occhio propaggine del cervello”“Dalla vista passa più del 70% dei sensi, perdere la vista è una tragedia. L’occhio è una propaggine del cervello e il fattore tempo è determinante”, spiega Avitabile. La richiesta indirizzata alle istituzioni è quindi quella di “lavorare sulle liste d’attesa e sullo snellimento delle procedure”, chiarisce il presidente della Siso. “Ma abbiamo trovato aperture dal ministero della Salute e dal Consiglio superiore di sanità”. Schillaci: “Oculistica svolge ruolo cruciale”“L’oculistica è al centro delle nostre attenzioni per il ruolo cruciale che svolge in molte patologie e in tutte le fasce d’età, incluse quelle più giovani”, rassicura il ministro della Salute Orazio Schillaci poco prima di salire sul palco. E plaude al contributo offerto dagli oculisti “nel promuovere la prevenzione e nel favorire la diffusione di informazioni corrette, come l’importanza di sottoporsi a controlli regolari”. “È un congresso in cui vengono discusse tutte le specialità dell’oculistica, dalla cornea al glaucoma, dalla retina alle malattie genetiche. Il nostro obiettivo è diffondere le conoscenze condividendole con tutti gli oculisti italiani”, sottolinea Stanislao Rizzo, direttore dell’Unità operativa di Oculistica del Gemelli e ordinario di Malattie dell’apparato visivo all’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’epidemia di miopia Per Scipione Rossi, direttore dell’Uoc di Oculistica dell’ospedale San Carlo di Nancy di Roma e segretario della Siso, l’aumento della miopia legato all’uso del digitale è un tema che sarà sempre più centrale nella salute visiva. “Oggi un nato ogni quattro è destinato alla miopia, nel 2050 ci sarà un miope ogni due nati”, ricorda l’esperto. “Una vera e propria epidemia di miopia che comporterà una lotta alla diottria e un aumento delle chirurgie”. Questo articolo Salute visiva tra innovazione e aumento della miopia, le sfide degli oftalmologi proviene da LaPresse