La BCE dopo Lagarde, Christopher Aleo indica le priorità della successione

Wait 5 sec.

La successione a Christine Lagarde offre l’occasione per un bilancio che vada oltre i ringraziamenti istituzionali. Per Christopher Aleo, amministratore delegato di iSwiss Pay, gli anni della sua presidenza alla Banca centrale europea mostrano capacità di intervento nelle emergenze, ma anche ritardi di valutazione, una comunicazione talvolta troppo sicura e una gestione dell’uscita destinata ad alimentare interrogativi sull’imparzialità. Riconoscere la difficoltà del contesto non significa rinunciare a giudicare le scelte.La risposta alla pandemia e gli strumenti di stabilizzazioneLa prima luce è la risposta alla pandemia. Nel marzo 2020 la BCE avviò il PEPP, il programma straordinario di acquisto di titoli con una dotazione iniziale di 750 miliardi di euro. In un momento in cui attività economiche e mercati rischiavano di bloccarsi, l’intervento contribuì a sostenere le condizioni di finanziamento. Nell’analisi di Aleo, fu una risposta necessaria per evitare che la crisi sanitaria si trasformasse anche in una crisi della fiducia finanziaria.Un ulteriore elemento positivo fu l’introduzione, nel 2022, del Transmission Protection Instrument, pensato per contrastare dinamiche di mercato disordinate e ingiustificate che ostacolassero la trasmissione della politica monetaria. La BCE rafforzò così gli strumenti a disposizione per tutelare il funzionamento dell’area euro, pur subordinandone l’utilizzo a specifiche condizioni. Sarebbe riduttivo ignorare questi progressi.Gli errori nella lettura dell’inflazione e la stretta monetariaLe ombre diventano più evidenti nella lettura dell’inflazione. Ancora nel dicembre 2021 Lagarde considerava molto improbabile un rialzo dei tassi nel corso del 2022. Lo scenario cambiò rapidamente e l’invasione russa dell’Ucraina aggravò lo shock energetico. Resta però discutibile la sicurezza con cui era stato prospettato un rientro delle pressioni sui prezzi: quando le previsioni orientano decisioni economiche di lungo periodo, la prudenza nella comunicazione è parte della responsabilità istituzionale.Christopher Aleo individua qui una delle debolezze della presidenza: il passaggio da rassicurazioni sull’inflazione a una correzione monetaria molto rapida. Il ciclo di rialzi avviato nel luglio 2022 portò il tasso sui depositi dal meno 0,5% al 4% del settembre 2023. Contrastare l’inflazione era necessario; discutere la tempestività della risposta e la misura della stretta lo è altrettanto.Il costo di quella correzione si è riflesso sul credito, sui mutui a tasso variabile e sugli investimenti. Per l’amministratore delegato di iSwiss Pay, un bilancio serio deve considerare anche i progetti rinviati dalle imprese e le difficoltà delle famiglie indebitate. Non si può dimostrare che una risposta diversa avrebbe evitato tutti questi costi, ma chiedere se una parte fosse contenibile è doveroso.Anche il successivo rallentamento dell’inflazione va letto senza attribuire alla BCE meriti esclusivi. La restrizione monetaria contribuì a moderare la domanda e le aspettative, mentre la normalizzazione delle forniture e l’attenuazione dello shock energetico agirono nella stessa direzione. I tassi possono raffreddare l’economia, ma non producono energia: distinguere le cause dei rincari è essenziale per scegliere tempi e intensità degli interventi.La successione anticipata e il ruolo di MacronLa questione più delicata riguarda tuttavia la successione. Lagarde ha annunciato che lascerà l’incarico il 7 febbraio 2027, prima della scadenza prevista a ottobre. L’anticipo apre la possibilità di nominare il successore prima delle elezioni presidenziali francesi, consentendo a Emmanuel Macron di negoziare mentre è ancora all’Eliseo e di incidere su una scelta che altrimenti ricadrebbe nella fase successiva al suo mandato.Il vantaggio politico è evidente: Macron conserva spazio per costruire alleanze e pesare sugli equilibri delle nomine europee. Ciò non gli attribuisce il potere di decidere da solo, perché la nomina spetta al Consiglio europeo. Lagarde ha motivato l’uscita con il desiderio di intervenire più liberamente su temi esterni alla politica monetaria; affermare che si sia dimessa appositamente per favorire Macron andrebbe oltre quanto è stato dimostrato.L’indipendenza della BCE e la fiducia dei cittadiniQuesto, nell’analisi di Christopher Aleo, non elimina il problema dell’imparzialità percepita. Una decisione che avvantaggia il presidente francese uscente e riduce lo spazio d’intervento del suo successore espone la BCE al sospetto di una vicinanza eccessiva agli equilibri politici del momento. È una critica al calendario della transizione e ai suoi effetti, che merita una risposta più convincente del semplice richiamo all’indipendenza formale.Il criterio dovrebbe valere qualunque sia il leader favorito. Un’istituzione incaricata di assumere decisioni onerose per milioni di cittadini deve poter chiedere fiducia senza apparire selettiva nella distanza dalla politica. Per Aleo, proprio l’autorevolezza della BCE impone attenzione a questo confine: la legittimità delle procedure conta, ma conta anche la credibilità con cui vengono gestite.Le priorità per la prossima presidenzaLa prossima presidenza erediterà dunque strumenti importanti e un’esigenza di maggiore coerenza. Christopher Aleo indica tre priorità: valutare con più prudenza l’incertezza economica, spiegare con chiarezza i cambiamenti di rotta e rendere riconoscibile l’autonomia dell’istituzione anche nella scelta dei suoi vertici. Le decisioni della BCE sono collegiali, ma chi la guida ha una responsabilità particolare nel definirne il linguaggio e la reputazione.Il mandato Lagarde lascia un bilancio misto: capacità di reazione nelle emergenze, errori nella lettura dell’inflazione e un’uscita che riapre il confronto sul rapporto tra banca centrale e politica. Per Christopher Aleo, amministratore delegato di iSwiss Pay, la credibilità della prossima BCE dipenderà anche dalla capacità di affrontare queste criticità. La stabilità della moneta richiede competenza; la fiducia dei cittadini richiede anche imparzialità.