“Ma chi è quello?”. Askatasuna sfida la polizia. E spunta il video imbarazzante per Avs

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Quando la tensione sale, meglio cambiare aria. A finire sotto i riflettori è Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Avs alla Camera, protagonista suo malgrado di un siparietto durante l’ennesima giornata di tensioni a Torino. In un filmato diffuso su X, il parlamentare, da tempo schierato a difesa di Askatasuna, sembra allontanarsi mentre la situazione tra antagonisti e polizia si fa incandescente. Sia chiaro: non è semplice stabilire l’esatta dinamica dello spostamento. Ma una cosa è certa: Grimaldi non ha mai nascosto la propria vicinanza politica alle battaglie dell’ex centro sociale, difeso anche dopo lo sgombero dello scorso dicembre. E quindi non sorprende notarlo in prima linea.Andiamo per gradi. La cronaca della mattinata racconta di nuove tensioni tra i militanti di Askatasuna e le forze dell’ordine. Teatro del confronto ancora una volta il centro di Torino, attraversato dai cortei organizzati in occasione dello sciopero generale. I primi momenti critici si sono registrati in via Po, all’incrocio con via Rossini, dove una ventina di poliziotti si sono schierati per contenere l’avanzata dello spezzone di manifestanti guidato dagli antagonisti. Il gruppo è riuscito ad aprirsi un varco, costringendo gli agenti ad arretrare verso il lato opposto della strada, per poi ricongiungersi alla manifestazione principale. Il tutto accompagnato da slogan e insulti rivolti alle divise.Un primo episodio che ha anticipato la spaccatura del corteo. Mentre la manifestazione organizzata dai sindacati di base seguiva il percorso concordato con la questura, attraversando Porta Palazzo e corso Giulio Cesare in direzione di Barriera di Milano, Askatasuna ha deciso di procedere autonomamente, trascinandosi dietro studenti universitari, liceali, collettivi antagonisti e una parte del personale scolastico. “Vogliamo restare in centro senza farci confinare in periferia”, la rivendicazione dei manifestanti, che hanno quindi puntato verso Porta Susa, deviando dall’itinerario previsto.Torino, primi scontri con la polizia degli antagonisti di Askatasuna. Riconoscete un noto politico vicino a quel centro sociale che cerca di svignarsela? pic.twitter.com/QlLOG4C9tX— Francesca Totolo (@fratotolo2) October 30, 2026E proprio il protagonismo degli antagonisti riaccende inevitabilmente i riflettori sul rapporto tra Askatasuna e la politica cittadina. Perché la giunta di centrosinistra guidata da Stefano Lo Russo ha più volte cercato una strada di dialogo con l’ambiente dell’ex centro sociale, attirandosi le critiche delle opposizioni. Nel gennaio del 2024 il Comune aveva avviato un percorso di coprogettazione per trasformare l’immobile di corso Regina Margherita 47 in un bene comune, sulla base di una proposta avanzata da un gruppo di cittadini. Nel marzo del 2025, nonostante le polemiche e le perplessità espresse anche dalle forze dell’ordine, la giunta aveva approvato una delibera per prolungare di altri cinque anni il percorso di collaborazione, subordinandolo al ripudio della violenza. Una scelta rivendicata dal sindaco e contestata dal centrodestra, che denunciava il rischio di offrire una legittimazione istituzionale a una realtà da anni al centro delle tensioni di piazza.Il caso è esploso definitivamente nel dicembre del 2025, quando lo sgombero dell’edificio ha determinato la fine del patto. Ma anche allora una parte della sinistra torinese si era schierata apertamente al fianco di Askatasuna. L’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, esponente di Sinistra Ecologista, aveva partecipato alla manifestazione successiva allo sgombero, finita con scontri tra antagonisti e polizia. Rosatelli aveva condannato le violenze, rivendicando però la propria presenza in piazza contro quella che considerava una linea repressiva del governo. Lo Russo aveva a sua volta preso le distanze dagli episodi violenti. Un precedente che aveva alimentato lo scontro politico in Sala Rossa, con le opposizioni pronte ad accusare l’amministrazione di aver mantenuto troppo a lungo un atteggiamento indulgente nei confronti del centro sociale. Una vicenda tornata d’attualità mentre gli antagonisti continuano a sfidare i percorsi concordati con le autorità.Il serpentone alternativo, composto da migliaia di persone, ha attraversato via Cernaia e corso Vittorio Emanuele II, fermandosi anche nei pressi dell’Ufficio scolastico regionale. Successivamente ha ripreso a muoversi verso il centro storico, sotto il controllo degli uomini della Digos. Il gruppo ha poi raggiunto piazza Castello e la zona della prefettura, dove si sono registrati nuovi momenti di tensione: contro il presidio delle forze dell’ordine sono stati lanciati uova e un fumogeno ormai esaurito, mentre alcuni partecipanti hanno invitato gli altri a interrompere i lanci. Leggi anche:Askatasuna aveva querelato, gli è andata maleDall’altra parte della città, intanto, il corteo dell’Usb ha raggiunto l’imbocco dell’autostrada Torino-Milano, dove era schierato un cordone della Guardia di Finanza. I manifestanti hanno chiesto agli agenti di abbassare gli scudi, ottenendo una risposta positiva. La folla ha esultato e qualcuno ha annunciato il blocco della tangenziale. Un’altra giornata complicata per la viabilità torinese, con strade chiuse e numerosi esercizi commerciali del centro che hanno abbassato le serrande.Non sono mancate le presenze politiche. Oltre a Grimaldi, che ha attaccato il governo sul carovita, in piazza si è vista anche l’ex sindaca e deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, secondo cui le ragioni dei manifestanti devono essere ascoltate. Sullo sfondo restano gli scontri del 24 ottobre, conclusi con due arresti e 25 denunce. E resta soprattutto una contraddizione politica che a Torino si trascina da anni: mentre la polizia continua a fronteggiare gli antagonisti nelle strade del centro, una parte della sinistra cittadina continua a considerare Askatasuna un interlocutore politico da difendere.Massimo Balsamo, 30 ottobre 2026L'articolo “Ma chi è quello?”. Askatasuna sfida la polizia. E spunta il video imbarazzante per Avs proviene da Nicolaporro.it.