DETROIT — Haley Stevens ha ondeggiato al ritmo del gospel nei banchi della Perfecting Church di Detroit, e accanto a lei c’era Mike Rogers, il candidato repubblicano al Senato sostenuto da Donald Trump. Domenica mattina, a due giorni dal voto di midterm del 3 novembre, la deputata democratica del Michigan ha annunciato che sosterrà lui contro Abdul El-Sayed, il candidato del suo stesso partito che l’aveva battuta alle primarie di agosto per circa un punto.«Il nostro candidato democratico al Senato, Abdul, ha detto che non ero più benvenuta nella sua campagna e che dovevo starne alla larga. E ha ragione. Per questo oggi sostengo Mike Rogers per il Senato degli Stati Uniti», ha detto Stevens in un video diffuso su X. La corsa per il seggio lasciato dal democratico Gary Peters è una delle poche davvero in bilico del Paese: i repubblicani hanno 53 senatori su 100 e i democratici, per riprendere la maggioranza, devono tenere tutti i loro seggi e strapparne quattro. I sondaggi danno El-Sayed avanti, fra i tre e i sette punti.La risposta del partito è arrivata nel giro di ore. Chuck Schumer, capo della minoranza democratica al Senato, ha parlato di «un tradimento spregevole» e ha assicurato che i senatori del partito «sono uniti nel sostegno ad Abdul El-Sayed». Il presidente dei democratici del Michigan, Curtis Hertel, ha scritto su X che Stevens «non è un membro attuale del Partito democratico del Michigan, né lo sarà in futuro». Il capo di gabinetto e il direttore della comunicazione della deputata si sono dimessi: l’annuncio, riferisce la Cnn, ha colto di sorpresa parte del suo stesso staff.El-Sayed, ex direttore sanitario della contea di Wayne, ha risposto da un’altra chiesa di Detroit, dove partecipava a una giornata per accompagnare i fedeli alle urne. «Niente di tutto questo conta, è solo una distrazione», ha detto. «Alla fine io non penso a Haley Stevens. Penso ai 9.999.998 abitanti del Michigan che non sono quei due». In una nota ha aggiunto che la deputata «sembra intenzionata a riaprire primarie finite tre mesi fa». Rogers non ha commentato.L’ultimatum del venerdìLo strappo si è consumato in meno di 48 ore. Venerdì sera Stevens aveva chiesto a El-Sayed di condannare uno spot di un gruppo esterno, firmato dal conduttore progressista Cenk Uygur, che legava il sostegno americano a Israele all’aumento dei prezzi alimentari, e di ritirare un altro spot in cui compare Tucker Carlson, l’ex volto di Fox News. Nei giorni precedenti il suo compagno aveva detto in pubblico che avrebbe votato Rogers. Sabato Debbie Dingell, decana dei deputati democratici dello Stato, l’ha esclusa dall’evento unitario organizzato con El-Sayed e con Jim Clyburn, il veterano del partito della Carolina del Sud: «Sono stata io a ritirarla, perché era diventata troppo una distrazione», ha detto all’Associated Press.Domenica mattina una telefonata fra Stevens e Rogers ha chiuso il cerchio, e in poche ore i due erano insieme in chiesa. In conferenza stampa la deputata ha elogiato l’attenzione del repubblicano per le imprese afroamericane e ha preso le distanze dalla sinistra che sostiene El-Sayed, vincitore delle primarie con l’appoggio di Bernie Sanders e del sindacato dell’auto. «Mi dispiace che la gente sia arrabbiata. Lo capisco», ha detto. E ancora: «Non sto con Hasan Piker», lo streamer di sinistra ospite nei campus universitari dello Stato.Il valore della mossa sta nella storia elettorale del Michigan. Il seggio di Peters è democratico dal 1979, senza interruzioni, e Cook Political Report, il bollettino che classifica le corse americane, considera questa un testa a testa. Due anni fa Rogers, ex deputato ed ex presidente della commissione Intelligence della Camera, perse contro Elissa Slotkin per circa 20.000 voti su oltre cinque milioni.L’ultimo repubblicano eletto al Senato dal Michigan è Spencer Abraham, nel 1994. Era l’anno in cui i repubblicani di Newt Gingrich conquistarono la Camera dopo quarant’anni di maggioranza democratica, e Abraham prese un seggio che l’altro partito teneva da quindici. Da allora, in otto elezioni, il Michigan ha sempre scelto un democratico.