DOHA — Una metaniera, un carico di gas diretto in Pakistan, un passaggio concordato con Teheran e «oggetti non identificati» che la colpiscono in mare. È la ricostruzione che Nakilat, la compagnia qatariota del trasporto di gas naturale liquefatto, ha affidato domenica a una nota pubblicata sulla Borsa di Doha: la Al Mayeda è stata colpita venerdì sera mentre attraversava il Golfo, nessun membro dell’equipaggio è ferito, nessun danno all’ambiente, la nave è «in condizioni di sicurezza e operativa».Il dettaglio che pesa lo aggiunge Bloomberg: il carico era qatariota e destinato al Pakistan, e Islamabad aveva negoziato con funzionari iraniani il transito sicuro della nave prima che venisse colpita. Non è chiaro se la Al Mayeda proseguirà il viaggio. Si tratta di una Q-Max, la classe più grande delle metaniere, da 266.000 metri cubi, battente bandiera delle Isole Marshall.Nakilat dice di coordinarsi «con le autorità di sicurezza marittima della regione» e di seguire la situazione. Non indica chi abbia colpito la nave né con che cosa. Teheran non ha commentato.Venerdì, poche ore prima, il Corpo delle guardie della rivoluzione aveva annunciato attraverso i media di Stato iraniani che tre petroliere avevano avuto «incidenti» su rotte «non autorizzate» nei settori est e ovest dello stretto di Hormuz, con i sistemi di navigazione spenti e «con il supporto del terrorista esercito Usa». Giovedì altre tre navi erano finite su mine e una aveva preso fuoco. Il centro britannico di coordinamento marittimo UKMTO ha riferito che giovedì sera un barchino ha applicato due ordigni allo scafo di una petroliera, il primo uso riuscito di mine lapa dall’inizio della guerra, a febbraio.La rotta verso il PakistanI conti non tornano su un punto. Il Pakistan nelle ultime settimane ha ottenuto il transito di più carichi di Gnl proprio grazie ai rapporti con Teheran, mentre l’Iran, che ha chiuso Hormuz all’inizio della guerra, minaccia la «distruzione» di chiunque passi senza permesso. La Al Mayeda viaggiava con quel permesso, ed è stata colpita lo stesso: la nota di Nakilat parla di «Golfo Arabico» senza precisare il punto. Chiunque abbia sparato ha colpito l’unico corridoio che Islamabad era riuscita ad aprire con Teheran, nel momento in cui Doha fa da mediatrice tra Washington e l’Iran.Non è un caso isolato. Dall’inizio del conflitto oltre 120 navi commerciali sono state colpite, secondo i dati dell’Organizzazione marittima internazionale e dell’UKMTO ripresi da Al Jazeera; ottobre è stato il mese peggiore, con almeno 29 navi, contro le 20 di marzo. Gli attacchi sono aumentati da luglio, dopo il blocco americano dei porti meridionali iraniani. A luglio un’altra metaniera di Nakilat, la Al Rekayyat, era stata raggiunta da un proiettile a Hormuz.Per il Qatar, che vale circa un quinto del Gnl mondiale e lo esporta tutto da Hormuz, la guerra è già un bilancio. A marzo un attacco iraniano al complesso di Ras Laffan ha danneggiato due linee di produzione e tagliato del 17 per cento la capacità di esportazione; la forza maggiore dichiarata il 4 marzo è stata estesa a fine 2026. A ottobre i transiti di Gnl da Hormuz sono stati circa il 30 per cento del livello prebellico, con i prezzi spot oltre il triplo, e da settembre Doha usa navi vecchie per contenere i premi assicurativi. Saad Sherida Al-Kaabi, amministratore delegato di QatarEnergy e ministro di Stato per l’Energia, ha ammesso che il Paese esporta «pochissimo».Nel frattempo Doha ha intensificato gli sforzi per riaprire il negoziato tra Stati Uniti e Iran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito l’apertura americana «un passo positivo», ha confermato una delegazione iraniana in Qatar e ha detto che una nuova proposta ridurrebbe a due giorni i tempi di riapertura di Hormuz. Donald Trump, sabato in Florida, ha detto che i colloqui «vanno bene» ma che gli iraniani «non sono molto affidabili», e che restano «uno o due siti» nucleari da colpire, «in dieci minuti». Il segretario di Stato Marco Rubio ha precisato che nessuna decisione su nuovi raid è stata presa.La guida suprema Mojtaba Khamenei ha risposto sabato che le rappresaglie iraniane non avranno «limiti geografici»; il portavoce dell’esercito ha detto domenica alla tv di Stato che una nuova guerra «potrebbe durare più a lungo della precedente». Chi abbia colpito la Al Mayeda, e se il suo gas arriverà mai in Pakistan, resta senza risposta: Nakilat si limita a dire che «continua a monitorare da vicino la situazione».