Manovra 2027, il centrosinistra contro i tagli alla scuola. Salvini: “Sulle banche si può fare di più”

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Una “rapina sociale”, una legge di bilancio “assolutamente insufficiente” e “totalmente inefficace contro il carovita”, che “torna a colpire la scuola” e prevede “una nuova stangata sulle pensioni”, oltre a “un vero e proprio bluff” rappresentato dal taglio dell’Irpef. All’indomani della trasmissione della manovra alla presidenza della Camera per l’avvio dell’iter parlamentare, il centrosinistra si scaglia contro la quinta e ultima finanziaria del governo Meloni. In attesa che la commissione Bilancio di Montecitorio incardini il testo – tra martedì e mercoledì è atteso l’ufficio di presidenza, mentre le audizioni dovrebbero tenersi nella seconda settimana di novembre, col termine per il deposito degli emendamenti che potrebbe essere fissato al 17 novembre – l’opposizione alza la voce preannunciando battaglia. “Lavoreremo in Parlamento per cambiarla radicalmente”, fa sapere il M5s, parlando di una legge di bilancio inadeguata “rispetto alla difficile situazione economica e sociale del Paese, ai problemi di famiglie, lavoratori e pensionati testimoniati dalle manifestazioni delle ultime settimane”. Nel mirino, in particolare, i tagli su scuola e pensioni, necessari secondo il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia, “per distribuire mance e finanziare la propaganda” del governo. “Cala il velo dell’ipocrisia e il re è nudo – aggiunge -: nessuna misura strutturale per sostenere famiglie e imprese, nessuna strategia per la crescita”. “Per Meloni la scuola non è un investimento, ma un bancomat da cui prelevare”, è quindi il messaggio che arriva dal Nazareno. Sulla stessa lunghezza d’onda il Movimento di Giuseppe Conte: “Il testo della manovra prevede il taglio di 7000 posti in organico: una vergogna assoluta. Dietro gli annunci sulla valorizzazione della scuola, la scelta concreta è continuare a tagliare”. E anche sul fronte fisco e pensioni la musica non cambia. “Il taglio dell’Irpef dal 43% al 33% per i redditi da tra 50mila e 55mila euro, sbandierato da Meloni, è un vero e proprio bluff” perché, sottolinea il M5s, “il beneficio è previsto soltanto per il 2027. L’ennesimo specchietto per le allodole della premier, accompagnato da una nuova stangata sulle pensioni. La riduzione delle rivalutazioni degli assegni, frutto del passaggio dal sistema a scaglioni a quello a fasce, penalizzerà milioni di pensionati con effetti che si trascineranno fino al 2036”. Al coro di critiche si unisce Azione: “La riduzione dell’Irpef limitata al 2027 e il taglio alla rivalutazione delle pensioni presentato come temporaneo ma i cui effetti si spalmano nei prossimi anni, sono una beffa per i lavoratori e una stangata per i pensionati”. E sul punto attacca anche Angelo Bonelli: “Il taglio delle tasse al ceto medio è una bugia. Lo sconto Irpef vale un solo anno, quello delle elezioni, e dal 2028 sparisce”. Non solo: il deputato di Avs ne ha anche per le banche, il cui contributo alla manovra, rimarca, “è temporaneo: dura due anni e in parte è un anticipo che verrà restituito”. Sul tema tuttavia la Lega torna a manifestare la propria fermezza giudicando “sorprendente e sconcertante la reazione di alcuni rappresentanti del mondo bancario di fronte al doveroso contributo che i grandi istituti finanziari saranno chiamati a versare con la legge di bilancio. I parlamentari della Lega sono pronti a intervenire, anche in sede di discussione parlamentare, laddove fosse necessario”. Una linea resa ancor più chiara dal leader del Carroccio, Matteo Salvini: “Se il Parlamento riterrà di chiedere qualcosa di più, il Parlamento è sovrano. Con quei soldi si possono aiutare lavoratori e pensionati. Sicuramente si può fare qualcosa di più”.Questo articolo Manovra 2027, il centrosinistra contro i tagli alla scuola. Salvini: “Sulle banche si può fare di più” proviene da LaPresse