Manovra 2027, il governo taglia 7mila tra docenti e Ata. I sindacati: “Ritirare la misura”

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Scoppia la polemica tra governo e sindacati sulla decisione dell’esecutivo di procedere a nuovi tagli all’organico della scuola, con le associazioni dei lavoratori che attaccano e mettono in luce uno dei temi che potrebbe diventare centrale nel prossimo dibattito sulla manovra.Nell’ambito del testo bollinato della Legge di Bilancio, inviato alla Camera per l’avvio dell’iter parlamentare, si prevede infatti, a partire dall’anno scolastico 2027/2028, una riduzione di 4.925 posti dell’organico dell’autonomia e di 2.049 posti delle dotazioni organiche del personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario). Secondo le tabelle allegate, i risparmi sarebbero quantificabili per quanto riguarda la scuola in 83,9 milioni di euro nel 2027 e in 251,7 milioni di euro dal 2028. Prorogato inoltre – sempre per quanto riguarda il settore scolastico – il contributo fino a 1.500 euro per ciascuno studente frequentante una scuola paritaria secondaria di primo grado o il primo biennio di una scuola paritaria di secondo grado. Novità anche sugli asili nido, dove si registra una “disponibilità di risorse eccedenti” in seguito alla possibilità di perseguire “l’obiettivo di servizio del 33% per ciascun comune” con risorse “inferiori a quelle complessivamente stanziate”, grazie alla “progressiva riduzione della popolazione nella fascia di età interessata”.Le reazioni di sindacati e organizzazione studentescheSoprattutto sulla riduzione del personale scolastico si concentrano le reazioni. La manovra “va oltre le peggiori aspettative, il governo vive su un altro pianeta”, afferma la Cgil, con il sindacato guidato da Maurizio Landini che oltre a denunciare “i nuovi tagli alla scuola pubblica” stigmatizza il quadro generale della legge di Bilancio, evidenziando “la mancanza di sostegno al 92% di chi vive di salario o di pensione“, mentre “si estende strutturalmente la flat tax ai professionisti benestanti fino a 100.000 euro”. Negativo sulla misura relativa al comparto dell’istruzione è anche il commento della leader della Cisl Daniela Fumarola, che esprime “netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di taglio degli organici della scuola e ne chiede il ritiro”. Di fronte “al disagio delle nuove generazioni, alle povertà educative e alle crescenti difficoltà del lavoro scolastico”, servono invece “investimenti e personale, non certamente tagli”, aggiunge Fumarola. Alla protesta sindacale si aggiungono anche quelle delle organizzazioni studentesche. Il governo “penalizza la scuola pubblica statale, per spostare risorse verso il privato”, afferma la Rete Studenti Lazio, secondo cui “è inaccettabile che si preferisca sostenere le paritarie anziché rafforzare l’organico e garantire una istruzione di qualità per tutte e tutti”. Questo articolo Manovra 2027, il governo taglia 7mila tra docenti e Ata. I sindacati: “Ritirare la misura” proviene da LaPresse