Polonia, il presidente Nawrocki entra di notte nel Tribunale costituzionale: «Voi non siete giudici»

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VARSAVIA — «Voi non siete giudici del Tribunale costituzionale». Lo ha detto il presidente polacco Karol Nawrocki, verso l’una della notte tra venerdì e sabato, nei corridoi del palazzo del Tribunale a Varsavia, rivolto alla giudice decana Anna Korwin-Piotrowska che gli aveva appena risposto: «Siamo giudici del Tribunale costituzionale». Lo scambio è ripreso in un video diffuso da uno dei giudici presenti.Poche ore prima il capo dello Stato, eletto nel 2025 con l’appoggio del partito nazional-conservatore Diritto e Giustizia (PiS), aveva fatto invertire la rotta all’aereo che lo portava in Senegal per rientrare nella capitale. Il motivo: venerdì sera il sito del Tribunale aveva annunciato la sospensione per un mese del presidente della Corte Bogdan Święczkowski e del suo vice, decisa da Korwin-Piotrowska, che ha assunto la guida dell’organo. La Polonia ha così due vertici del suo giudice delle leggi che si negano a vicenda la legittimità, e le consultazioni convocate ieri da Nawrocki con i partiti si sono chiuse senza alcuna intesa.Alla radice c’è lo scontro sui nuovi giudici. Il Tribunale ha quindici membri; nel 2026 il Sejm, la Camera bassa a maggioranza filogovernativa, ne ha eletti otto. Nawrocki ha ricevuto il giuramento di tre e lo ha negato a cinque, motivando con vizi di procedura. I cinque hanno giurato comunque, senza di lui, e Święczkowski, ex viceministro della Giustizia nei governi del PiS, ha impedito loro di sedere in camera di consiglio. La mossa di venerdì è la risposta di quella maggioranza esclusa.Nawrocki è uscito dal palazzo verso le 5 del mattino. Il suo capo di gabinetto ha letto una dichiarazione: «Stanotte c’è stata una violazione dell’ordine costituzionale della Repubblica di Polonia e una presa di possesso con la forza di un organo costituzionale». Il presidente ha chiesto il ritiro della polizia dall’edificio e ha detto di aver fatto entrare personalmente il vicepresidente sospeso. Un suo consigliere, Marcin Przydacz, ha accusato Korwin-Piotrowska di aver «violato l’inviolabilità del capo dello Stato»; Maciej Berek, uno dei giudici non giurati e già collaboratore del premier Donald Tusk, ha replicato che a «irrompere» è stato il presidente.Fuori dal palazzo la polizia antisommossa presidiava dal pomeriggio di venerdì. Tre manifestanti sono stati fermati dopo lanci di oggetti e tentativi di forzare la recinzione, riferisce Reuters; alcuni sostenitori di Święczkowski l’hanno tagliata con un flessibile. Tra la folla c’era anche il leader del PiS Jarosław Kaczyński. Święczkowski è stato bloccato all’ingresso. La polizia ha precisato di non essere mai entrata nell’edificio.Tusk e Bruxelles con il SejmTusk ha parlato alla televisione sabato: «Sono certo che il Tribunale costituzionale funzionerà come deve, anche indipendentemente da me e in linea con la Costituzione. Il compito del potere esecutivo, e quindi mio, è garantirne la sicurezza e le condizioni di lavoro». In serata ha alzato il tono: «Chiamiamo le cose col loro nome. Da anni in Polonia esistono organizzazioni e politici che vogliono distruggere la democrazia e lo Stato di diritto». Il ministro della Giustizia Waldemar Żurek ha chiesto alla procura di esaminare la condotta del presidente dentro il palazzo.La Commissione europea si è schierata con il Parlamento di Varsavia: «La nomina degli otto nuovi membri rientra nei poteri costituzionali del Sejm», ha detto un portavoce, chiedendo alle autorità polacche di garantire che il Tribunale «possa funzionare in conformità con la Costituzione». Il commissario alla Giustizia Michael McGrath ha ricordato il parere del 13 ottobre della Commissione di Venezia, l’organo consultivo del Consiglio d’Europa sul diritto costituzionale, secondo cui il presidente non può bloccare i giuramenti, e le misure provvisorie con cui a maggio la Corte europea dei diritti dell’uomo ha imposto a Varsavia di non ostacolare l’insediamento dei giudici eletti in marzo.Alle consultazioni di sabato pomeriggio al Palazzo presidenziale, convocate per una «minaccia alla sicurezza interna», hanno partecipato i partiti di destra e alcuni della coalizione di governo, non la Coalizione civica di Tusk. Secondo la radio pubblica Polskie Radio sul tavolo sono finite l’ipotesi di azzerare il Tribunale e quella di sostituirne l’intero collegio; l’ex premier Mateusz Morawiecki ha proposto una sfiducia costruttiva con un governo-ponte ed elezioni anticipate nel 2027. Nessuna proposta ha raccolto consensi.Il braccio di ferro sul Tribunale dura dal 2015, quando il PiS appena arrivato al governo rifiutò i giudici eletti dalla legislatura precedente e ne insediò i propri. Nel 2021 la Corte europea dei diritti dell’uomo stabilì che un collegio con uno di quei giudici non fosse un «tribunale costituito per legge», e la Corte di giustizia Ue ha ritenuto l’organo non più imparziale. Con le elezioni parlamentari attese fra circa un anno, la posta è il controllo dell’organo che può fermare le leggi del governo.Martedì la Corte suprema si riunisce in assemblea generale straordinaria. L’ambasciatore degli Stati Uniti a Varsavia Tom Rose ha scritto su X: «L’ultima cosa di cui la Polonia ha bisogno è uno scontro che degeneri in qualcosa di molto peggio».