“Catherine Birmingham” – la mamma della cosiddetta ‘famiglia del bosco’ – ha ricevuto un incarico di collaborazione a un corso di ‘intelligenza naturale’ su cui sta lavorando un importante istituto pedagogico romano”. “La signora Birmingham porterà la propria esperienza e testimonianza personale e professionale ai partecipanti al corso. Il tema portante del corso sarà ‘Il modello dell’intelligenza naturale è preferibile rispetto a quello di un’intelligenza artificiale che sia basata sul conformismo, sui luoghi comuni e sulla predisposizione e imposizione di modelli di vita’. La collaborazione non è finalizzata a reperire risorse per la costruzione della nuova casa familiare, essendo previsto poco più di un rimborso spese”. Così Simone Pillon, legale che rappresenta Nathan Trevallion e Catherine Birmingham per il ricongiungimento con i 3 figli minori, allontanati da quasi un anno dai genitori, cui il Tribunale minorile dell’Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale. “Catherine è persona colta, preparata e di grande intelligenza e, certo, saprà portare ai partecipanti al corso un ottimo contributo esperienziale, sia come madre che come professionista”, ha concluso Pillon. Cantelmi: “Catherine non è eccentrica ma una madre ferita e non ascoltata”“Si è realizzata la profezia di Susanna Tamaro, che durante l’incontro di presentazione del libro di Catherine sulla sua vita a Roma disse che lei le avrebbe conferito una cattedra di pedagogia”. Lo ha dichiarato a LaPresse Tonino Cantelmi, consulente di parte della cosiddetta ‘famiglia del bosco’ di Palmoli (Chieti), sul conferimento dell’incarico di docente a Catherine Birmingham dall’Istituto nazionale di pedagogia di Roma per collaborare a un corso che coinvolgerà studenti e futuri assistenti sociali. “Qualcuno ha storto il naso: ma come, la stessa Catherine messa sotto accusa da servizi sociali e tribunali e dipinta come una madre cattiva, fino a essere definita pericolosa per i suoi figli, ora insegna come far crescere bene i bimbi? Ed ecco il paradosso stridente, che fa pensare che forse Catherine non è quella creatura bizzarra ed eccentrica raccontata dai media, ma una persona, e basterebbe leggere solo il suo ultimo libro, con un percorso umano di crescita ricco e impressionante per la profondità. E non è neanche quella donna ostile e oppositiva descritta in alcune circostanze, ma una madre ferita e non ascoltata. Questa della famiglia nel bosco è senz’altro una brutta e paradossale vicenda, ma lo stigma e il crucifige riservati a Catherine ne rappresentano senz’altro una parte troppo sgradevole”, ha aggiunto lo psichiatra.Questo articolo Famiglia nel bosco, Catherine Birminghan ora insegna ‘intelligenza naturale’ a Roma proviene da LaPresse