La Sicilia autunnale fa innamorare con l’oro di Monreale e i vigneti di Alcamo

Wait 5 sec.

C’è una Sicilia che si racconta attraverso la luce dorata dei mosaici e una che si lascia scoprire tra filari ordinati, antichi bagli e calici profumati. È quella che si estende da Monreale ad Alcamo, nel cuore della parte nord-occidentale dell’isola, adagiata tra la Conca d’Oro, le montagne dell’entroterra e il Golfo di Castellammare.Un territorio straordinario nel quale secoli di storia convivono con una viticoltura dinamica e consapevole, trasformando il viaggio in un’esperienza che alterna armoniosamente patrimonio culturale, paesaggio e gastronomia.L’incontro tra la tradizione bizantina, araba e normanna a MonrealeLa partenza non può che essere Monreale, affacciata dall’alto sulla Conca d’Oro. Il suo Duomo, voluto nel XII secolo da Guglielmo II, rappresenta uno dei capolavori assoluti dell’arte medievale europea. Varcando la soglia della cattedrale, lo sguardo viene inevitabilmente catturato dall’immensa superficie di mosaici a fondo oro, dove le storie dell’Antico e del Nuovo Testamento culminano nella monumentale e solenne figura del Cristo Pantocratore. È qui che l’incontro tra la cultura normanna, la tradizione bizantina e le influenze arabe trova una delle sue espressioni più spettacolari e suggestive. Accanto al Duomo, il Chiostro del Monastero dei Benedettini aggiunge un ulteriore tassello alla visita: le sue 228 colonne binate, decorate con capitelli e motivi scultorei sempre differenti, costruiscono uno spazio di straordinaria eleganza. È un patrimonio di inestimabile valore, riconosciuto dall’UNESCO nell’ambito dell’itinerario arabo-normanno.La ricchezza vinicola fuori dalla cittàLasciata la dimensione monumentale della città, il paesaggio cambia rapidamente. Il territorio monrealese si inoltra verso le colline dell’interno, dove la vocazione agricola lascia spazio a un’altra forma di ricchezza: quella del vino. Qui prende forma la DOC Monreale, espressione di un territorio caratterizzato da altitudini importanti e da significative escursioni termiche tra il giorno e la notte. Si tratta di condizioni ideali che favoriscono la maturazione lenta delle uve, contribuendo alla nascita di vini dalla spiccata freschezza e da una struttura solida. Tra i protagonisti del territorio troviamo il Syrah e i principali vitigni autoctoni a bacca rossa, come il Nero d’Avola e il Perricone. Un racconto di eccellenza che si arricchisce anche grazie a realtà come Feudo di Sisa, antica proprietà che testimonia l’autentica tradizione vitivinicola dell’entroterra palermitano.La cultura enologica di AlcamoProseguendo verso ovest si giunge ad Alcamo, elegante cittadina adagiata ai piedi del Monte Bonifato. Il suo centro storico conserva chiese barocche e palazzi nobilari che testimoniano una lunga e ricca storia, mentre il Castello dei Conti di Ventimiglia, risalente al XIV secolo, ne rappresenta il simbolo più riconoscibile. Qui la storia letteraria si intreccia con la figura di Cielo d’Alcamo, autore del celebre contrasto medievale «Rosa fresca aulentissima».Ma se Monreale conquista con lo splendore dei suoi mosaici, Alcamo seduce soprattutto attraverso la cultura enologica. Il territorio è infatti indissolubilmente legato al Catarratto, vitigno principe della DOC Alcamo. Nei calici si ritrovano profumi freschi e agrumati, accompagnati da una nota sapida che richiama la vicinanza della costa e rende questi bianchi eccezionalmente versatili a tavola. Per conoscere da vicino questa vocazione, l’itinerario fa tappa alla Tenuta Rapitalà, realtà storica le cui vigne si arrampicano fino a 600 metri d’altitudine, spaziando dal Catarratto allo Chardonnay, fino a Nero d’Avola e allo Syrah. Un’esperienza più raccolta e familiare è quella offerta da Dei Principi di Spadafora, in Contrada Virzì, dove si porta avanti un modello produttivo fondato sulla conduzione biologica e sul rispetto autentico della terra.Il viaggio trova poi nella tavola il suo naturale coronamento: il Catarratto esalta i sapori del mare, dal classico cous cous di pesce ai primi piatti con i ricci, mentre i rossi si sposano con i formaggi stagionati e le preparazioni di carne. Prima di ripartire, una salita alla Riserva Naturale di Monte Bonifato regala un panorama mozzafiato sul Golfo di Castellammare. È il finale perfetto di un itinerario che unisce l’oro dei mosaici al colore del vino, testimoni di una terra straordinaria. Per maggiori dettagli su itinerari, cantine, ristoranti e strutture ricettive è possibile consultare il sito www.assovinisicilia.it.L'articolo La Sicilia autunnale fa innamorare con l’oro di Monreale e i vigneti di Alcamo proviene da La Verità.