In Polonia è in corso uno scontro istituzionale sul controllo della Corte costituzionale. Il governo europeista di Donald Tusk sostiene che il Tribunale, guidato da Bogdan Święczkowski, si rifiuti da tempo di riconoscere cinque giudici eletti dal Parlamento, e il 30 ottobre ne ha ottenuto la sospensione per un mese, annunciata da una giudice nominata dall’attuale maggioranza. Il presidente della Repubblica Karol Nawrocki, espressione dell’area di Diritto e Giustizia, denuncia invece un tentativo di prendere con la forza un’istituzione e si è recato di persona alla sede della Corte. Competenza e base giuridica del provvedimento restano contestate.Una crisi senza treguaDavanti all’edificio, a Varsavia, si sono radunate migliaia di persone, e la protesta è proseguita anche il giorno dopo. Tusk rivendica il ripristino dello Stato di diritto dopo anni di nomine bloccate, mentre Jarosław Kaczyński e l’ex ministro Ziobro parlano di uno stato di polizia. Lech Wałęsa si è schierato con il premier, Bruxelles lo sostiene e Marine Le Pen attacca l’Unione per la sua presunta indifferenza. Le destre polacche, finora frammentate, si ricompattano e valutano la sfiducia, con nuove mobilitazioni già annunciate per l’11 novembre, giorno dell’Indipendenza, e le elezioni previste il prossimo autunno.Per loro e per buona parte delle opposizioni, quello in atto ha un nome preciso: un colpo di stato istituzionale. I manifestanti accusano Tusk di voler prendere il controllo del Tribunale e, più in generale, di piegare la Polonia a un’agenda dettata da Bruxelles, la stessa che a loro giudizio Ursula von der Leyen avrebbe imposto al resto dei paesi dell’Unione. Il premier respinge l’accusa e parla di ripristino della legalità.The post Polonia in piazza, la partita che si gioca a Bruxelles appeared first on Radio Radio.