KSTOVO — Più di cento droni in una notte su una sola regione, un incendio nella quarta raffineria della Russia e un governatore che non ne pronuncia il nome. L’attacco di questa notte a Kstovo, nella regione di Nizhnij Novgorod, 450 chilometri a est di Mosca, è il terzo contro una raffineria russa in tre giorni secondo i canali di monitoraggio militare: non un episodio isolato, ma la ripresa della campagna ucraina contro il petrolio russo che Washington aveva chiesto di sospendere fino alle elezioni americane di metà mandato, in programma martedì.Gleb Nikitin, governatore della regione, ha scritto su Telegram di un «massiccio attacco» di droni nella notte e in mattinata, «più di cento droni distrutti», senza vittime secondo le prime informazioni, e di «danni significativi» a «un impianto industriale nel distretto di Kstovo», riferisce Euronews. Ha avvertito che durante i lavori potranno mancare corrente, acqua calda e riscaldamento in alcuni quartieri. L’impianto, secondo i canali ucraini di monitoraggio che hanno diffuso le immagini delle fiamme, è la raffineria Lukoil-Nizhegorodnefteorgsintez, nota come Norsi.L’allarme nella regione è scattato all’una di notte ora di Mosca (le 23 di sabato in Italia). Un’ora e mezza dopo i residenti hanno segnalato contraerea ed esplosioni sull’impianto, con l’incendio nelle unità di distillazione primaria. Il ministero della Difesa russo ha contato 235 droni abbattuti nella notte su tutto il territorio nazionale.Norsi lavora fino a 17 milioni di tonnellate di greggio l’anno, circa 340 mila barili al giorno. È il 6 per cento della raffinazione russa e il secondo produttore di benzina del Paese: rifornisce le forze armate e l’area di Mosca con oltre cinquanta prodotti, dal diesel al cherosene per gli aerei. Nel 2026 era già stata colpita a maggio, a giugno e il 26 agosto, quando l’attività fu sospesa. Si trova a 800 chilometri dal confine ucraino.Kiev non ha rivendicato: nelle ore successive lo Stato Maggiore ucraino non ha diffuso alcuna dichiarazione. Lukoil non ha commentato i danni e le autorità russe, dal governatore al ministero, parlano solo di «impianto industriale».La richiesta di Kushner a OsloIl retroscena lo aveva raccontato il Wall Street Journal il 29 ottobre: a metà ottobre i vertici militari ucraini avevano deciso una «pausa non ufficiale» negli attacchi alle raffinerie dopo le pressioni dell’amministrazione Trump, in vista del voto del 3 novembre. L’ultimo colpo a una raffineria risaliva al 15 ottobre. Il 20, a Oslo, l’inviato di Trump Jared Kushner avrebbe chiesto a Volodymyr Zelensky uno stop di trenta giorni come gesto verso la mediazione di Washington; un funzionario americano ha descritto lo scambio come «molto duro».Il ministro della Difesa ucraino Yevhen Khmara avrebbe comunicato la decisione dei comandanti a Zelensky, che ha acconsentito lasciando loro libertà di manovra. Il presidente, interrogato dai giornalisti, ha detto che i militari non hanno ricevuto alcun ordine di fermarsi, ma stanno «cercando di essere un po’ più prudenti in questi giorni».La prudenza è durata fino a venerdì 30 ottobre, quando i droni hanno colpito la raffineria di Novokujbyshevsk, nella regione di Samara, sul Volga: due morti, confermati dal governatore locale. Lo stesso giorno il vicepremier russo Aleksandr Novak, che segue il dossier energetico, ha detto che l’Ucraina ha ripreso gli attacchi colpendo tre raffinerie e un complesso gas-chimico, e che gli impianti hanno riavviato la produzione con difese rafforzate. Kstovo è arrivata quarantotto ore dopo.La sequenza dice che partita si gioca: Kiev ha riaperto il fronte del carburante proprio nei giorni in cui Washington le chiedeva di tenerlo chiuso, e lo ha fatto sull’impianto che rifornisce la capitale russa.Nella stessa notte la guerra ha corso anche nell’altra direzione. L’aeronautica ucraina ha dichiarato di aver abbattuto 105 dei 134 droni lanciati dalla Russia, fra cui alcuni a reazione, con detriti caduti in dieci aree. Nella regione di Dnipropetrovsk quasi 100 mila utenze sono rimaste senza elettricità, secondo l’agenzia statale ucraina Ukrinform. Le urne americane aprono martedì.