NUMERI DA RECORD | Mai una Roma così: Gasperini riscrive la storia. E il segreto non è Malen

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Mai una Roma così. Non con Totti e Batistuta, non con Dzeko e Salah, nemmeno nelle stagioni più prolifiche di Luciano Spalletti. Dopo dieci giornate di campionato, la squadra di Gian Piero Gasperini ha già realizzato 28 gol, stabilendo un nuovo record assoluto nella storia giallorossa in Serie A. Un primato che resisteva da decenni e che racconta meglio di qualsiasi altra statistica la trasformazione offensiva della squadra.I precedenti riferimenti erano le 26 reti segnate nelle prime dieci giornate delle stagioni 1960/61 e 2016/17. Nessuna Roma aveva mai fatto meglio, almeno fino alla cinquina rifilata ieri all’Udinese. La media è impressionante: 2,8 gol a partita, un ritmo che proiettato sull’intero campionato significherebbe superare quota cento. Una semplice proiezione matematica, naturalmente, ma sufficiente a dare la misura di quello che sta accadendo. E il dato assume ancora più valore considerando che la squadra sta affrontando una serie di impegni ravvicinati con assenze pesantissime, a cominciare da Dybala e Koné.Il protagonista più riconoscibile resta naturalmente Donyell Malen, diventato uno dei riferimenti dell’attacco grazie alla sua capacità di attaccare la profondità, muoversi continuamente e trasformare in occasioni anche palloni apparentemente innocui. Ma fermarsi ai gol dell’olandese significherebbe non cogliere il vero segreto di questa Roma. Gasperini ha costruito una squadra nella quale il gol non è più una responsabilità riservata agli attaccanti. È diventato un compito collettivo, una possibilità alla portata di chiunque riesca a inserirsi negli spazi giusti.La dimostrazione più evidente è arrivata proprio a Udine, con cinque gol segnati da cinque giocatori diversi: Cristante, Mora, Malen, Ndicka e Ghilardi. Un centrocampista, un trequartista, un attaccante e due difensori. Cinque modi differenti di colpire un avversario, dalla conclusione ravvicinata all’inserimento, dal colpo di testa alla giocata costruita in velocità. E non è certo un caso isolato: nelle settimane precedenti avevano lasciato il segno anche giocatori come Pisilli, Lulli, Soulé, Koné e Balerdi. La Roma segna tanto perché riesce a portare tanti uomini nelle zone decisive del campo.LEGGI ANCHE | Gasperini spiega il segreto dei 28 gol: “Segniamo con tanti giocatori, è un grande segnale”Lo stesso Gasperini ha sottolineato il concetto al termine della partita contro l’Udinese: “Stiamo facendo più gol e con più giocatori. Questo è un grande segnale“. Il tecnico ha individuato nella fiducia crescente del gruppo una delle ragioni principali di questa evoluzione. Perché segnare non è soltanto una questione di tecnica o di schemi, ma anche di convinzione. Quando un giocatore comincia a credere di poter essere decisivo, cambia il modo in cui attacca l’area, cerca la conclusione e si assume delle responsabilità.C’è poi un altro elemento che rende particolarmente significativo il record: la crescita dei giocatori che fino a poche settimane fa sembravano semplici alternative. Mora ha iniziato a trovare maggiore continuità sotto porta, Ghilardi sta diventando una risorsa anche sulle palle inattive e Cristante, contro l’Udinese, ha disputato una prestazione straordinaria, abbinando un gol a un assist. Le rotazioni non stanno impoverendo la manovra offensiva, ma stanno moltiplicando le soluzioni a disposizione dell’allenatore. È forse questa la differenza più grande rispetto al passato.LEGGI ANCHE | Cristante trascina, Soulé inventa, Ghilardi cresce: le pagelle della Roma da cinque golNaturalmente i numeri offensivi non raccontano tutto. La Roma ha già incassato dieci reti in campionato e, nelle ultime partite, ha mostrato qualche calo di concentrazione che contro avversari più forti potrebbe costare caro. Il salto di qualità definitivo passerà anche dalla capacità di mantenere equilibrio quando la squadra attacca con tanti uomini. È un aspetto che Gasperini conosce bene e sul quale dovrà continuare a lavorare.Ma intanto il dato resta, e pesa. Ventotto gol in dieci partite, un primato storico, una squadra che trova la porta con una facilità impressionante e soprattutto un gruppo nel quale il talento individuale viene esaltato da un’identità collettiva sempre più riconoscibile. Gasperini sta facendo qualcosa che va oltre il semplice miglioramento dei risultati: sta cambiando le abitudini offensive della Roma. E se un tempo bisognava aspettare l’invenzione di un fuoriclasse, oggi il pericolo può arrivare praticamente da qualsiasi parte del campo. Il vero record, forse, non sono nemmeno i 28 gol. È aver costruito una Roma nella quale tutti si sentono capaci di segnarne uno.Giallorossi.net / G. PinoliL'articolo NUMERI DA RECORD | Mai una Roma così: Gasperini riscrive la storia. E il segreto non è Malen proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.