VARSAVIA — «La soluzione del conflitto è semplice e possibile senza modifiche della Costituzione»: così Donald Tusk, il primo ministro polacco, è tornato lunedì sui social sulla crisi del Tribunale costituzionale, la prima presa di posizione dopo il discorso televisivo di sabato. Basta, ha scritto citato da Le Monde, che «il presidente riconosca i giudici legittimamente eletti dal Parlamento, come stabilisce la Costituzione». La domanda che da venerdì sera divide Varsavia è una sola: chi guida il Tribunale?Venerdì il Tribunale ha annunciato che la giudice più anziana per servizio, Anna Korwin-Piotrowska, aveva sospeso per un mese il presidente Bogdan Święczkowski, nominato negli anni del governo di Diritto e Giustizia (PiS), e il suo vice, assumendone la guida. Attorno alla sede, su sua richiesta, è arrivata la polizia antisommossa, mentre centinaia di persone chiedevano il reintegro di Święczkowski, riferisce Reuters. Il presidente Karol Nawrocki, vicino al PiS, ha fatto invertire la rotta all’aereo che lo portava in Senegal, è entrato nel palazzo e ha detto ai giudici: «voi non siete giudici del Tribunale costituzionale». È uscito verso le 5 del mattino. Da allora il Tribunale ha due presidenti che non si riconoscono a vicenda.La seconda domanda è chi siano i giudici legittimi. La Costituzione prevede che il Sejm, la Camera bassa, li elegga e che giurino «davanti al presidente». Quest’anno il Parlamento ne ha eletti otto: Nawrocki ne ha giurati tre e ne ha respinti cinque, eccependo le modalità di scelta e i requisiti. Tra i respinti ci sono la stessa Korwin-Piotrowska e Maciej Berek, già stretto collaboratore di Tusk, a cui il presidente chiede la prova dei dieci anni di pratica legale. I cinque hanno giurato in Parlamento e depositato il giuramento alla presidenza, ma Święczkowski non li ha ammessi; la scorsa settimana Berek è stato fermato all’ingresso tra tafferugli.Il precedente del 2015La disputa sulle nomine è aperta da undici anni, con nomine contestate prima del governo centrista uscente e poi del PiS. Negli otto anni di governo della destra, tra il 2015 e il 2023, tre giudici sono entrati nel collegio di quindici con procedure giudicate illegittime in patria e all’estero. Nel 2021 l’Unione europea ha parlato di «rischio sistemico per lo Stato di diritto» e la Commissione ha congelato fondi per 137 miliardi di dollari. Dal 2023 il governo Tusk non riconosce le sentenze del Tribunale e fino a quest’anno non aveva nominato giudici.La partita è sul potere di nomina: se vale il voto del Sejm, la maggioranza di Tusk riprende un collegio formato in otto anni di governo PiS; se vale il rifiuto del presidente, il collegio resta com’è.La terza domanda riguarda l’uso della forza pubblica. Sabato sera, in televisione, Tusk ha sostenuto che «urla, menzogne e risse non possono essere la fonte del diritto in Polonia» e che il compito dell’esecutivo è «garantire sicurezza e condizioni di lavoro» al Tribunale. Nello stesso intervento ha accusato l’opposizione di valersi di «un esercito di bot internet della Russia» e ha chiamato in causa l’ex presidente Andrzej Duda. Il ministro della Giustizia e procuratore generale Waldemar Żurek ha chiesto al Tribunale di revocare l’immunità a Święczkowski e al vice.Il palazzo presidenziale risponde che non esiste «alcuna base legale» per la condotta del governo: lo ha detto a Euronews Marcin Przydacz, segretario di Stato e consigliere di Nawrocki, ricordando che «i due più importanti giudici in Polonia hanno detto pubblicamente che non esiste alcuna base legittima». Il PiS parla di «colpo di Stato», parola ripetuta dai manifestanti davanti al Tribunale. Le consultazioni «urgenti» convocate sabato da Nawrocki, con i partiti nazionalisti e di destra radicale e senza la Coalizione civica di Tusk, non hanno prodotto nulla.Da Bruxelles il commissario alla Giustizia Michael McGrath ha affermato che il Tribunale deve funzionare secondo la Costituzione polacca e la giurisprudenza europea, riconoscendo il potere di nomina del Parlamento. Marine Le Pen, capogruppo del Rassemblement National all’Assemblea francese, ha scritto su X di una «profonda preoccupazione» per quella che le «sembra una presa forzata di un organo costituzionale»; il ministro degli Esteri Radosław Sikorski le ha intimato di non interferire.Tusk ha accusato Jarosław Kaczyński, leader del PiS ed ex premier, di aver scelto «uno scontro forzato, che potrebbe costare caro alla Polonia». Nawrocki, per ora, non riconosce la nuova guida del Tribunale, e i cinque giudici eletti dal Sejm restano fuori dal collegio.