Ucraina, Zelensky propone a Trump uno scambio: stop agli attacchi sulle raffinerie russe in cambio di missili Patriot

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proposto agli Stati Uniti di sospendere per un mese gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe in cambio della fornitura di missili intercettori Patriot per lo stesso periodo. La proposta è stata illustrata durante un’intervista all’emittente americana Fox News, nella quale il leader ucraino ha confermato di aver discusso ripetutamente la questione con il presidente Donald Trump e i suoi collaboratori.Zelensky ha spiegato che Washington ha chiesto a Kiev di interrompere gli attacchi contro le infrastrutture petrolifere russe, nel quadro degli sforzi americani per contenere l’escalation militare e le conseguenze economiche della guerra sui mercati energetici internazionali.Il presidente ucraino ha tuttavia subordinato un’eventuale sospensione delle operazioni a due possibili condizioni: la cessazione degli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche ucraine oppure la consegna di missili Patriot, necessari per rafforzare la difesa aerea del Paese.Secondo Zelensky, l’Ucraina non può rinunciare a colpire le infrastrutture energetiche russe mentre Mosca continua a bombardare impianti elettrici, strutture del gas e altri obiettivi sul territorio ucraino. Gli attacchi contro le raffinerie russe vengono quindi presentati da Kiev come una risposta alle operazioni condotte dalle Forze armate russe.L’offerta rivolta a Washington prevede una corrispondenza temporale precisa: un mese di forniture di missili Patriot in cambio di un mese senza attacchi ucraini alle raffinerie russe. Zelensky ha inoltre chiarito che Kiev sarebbe disposta a pagare le munizioni, senza richiedere necessariamente una nuova donazione militare americana.La questione è particolarmente delicata perché i sistemi Patriot rappresentano una delle principali risorse a disposizione dell’Ucraina per intercettare i missili balistici russi. La disponibilità degli intercettori è diventata un problema strategico, soprattutto in vista dell’inverno e del rischio di nuovi bombardamenti contro la rete energetica nazionale.Il 30 ottobre il Dipartimento di Stato americano ha approvato una vendita all’Ucraina di 500 missili intercettori Patriot, per un valore complessivo di circa 2,1 miliardi di dollari. Zelensky ha però avvertito che le consegne potrebbero richiedere anni, mentre le necessità della difesa aerea ucraina sono immediate.La proposta del presidente ucraino mira quindi ad accelerare l’arrivo delle munizioni, collegando la loro disponibilità a una sospensione temporanea delle operazioni contro il settore petrolifero russo.Gli attacchi alle raffinerie rappresentano uno degli strumenti utilizzati da Kiev per esercitare pressione sull’economia russa e sulle infrastrutture che contribuiscono al sostegno dello sforzo bellico. La loro interruzione, anche limitata a un mese, potrebbe assumere un significato politico nei rapporti tra Ucraina, Russia e Stati Uniti.La posizione di Trump risente anche delle preoccupazioni per l’andamento dei prezzi dell’energia. L’amministrazione americana ha chiesto a entrambe le parti di ridurre gli attacchi contro le rispettive infrastrutture energetiche, nel tentativo di limitare le ripercussioni economiche del conflitto.Resta tuttavia da chiarire se Washington sia disposta ad accettare la proposta di Zelensky e se un eventuale accordo possa essere accompagnato da una sospensione reciproca degli attacchi. Al momento, le dichiarazioni del presidente ucraino costituiscono un’offerta politica, non un’intesa già raggiunta.La vicenda conferma quanto il settore energetico sia diventato centrale nella guerra e nei rapporti diplomatici tra Kiev e Washington. Zelensky cerca di trasformare la disponibilità a sospendere temporaneamente gli attacchi contro le raffinerie russe in uno strumento negoziale per ottenere le capacità difensive necessarie a proteggere le infrastrutture ucraine.