Sono passati solo 13 anni da quando ‘Her’ usciva nelle sale, raccontando la storia dell’amore distopico e improbabile del protagonista per un sistema operativo provvisto di intelligenza artificiale. A pochi anni dal film di Spike Jonze – premiato agli Oscar per la miglior sceneggiatura originale – la realtà ha raggiunto, e per certi versi superato, la fantasia del cinema. Oggi è il sexting con l’AI la nuova frontiera dell’intimità digitale. Lo studio sull’AI sexting Un team di ricerca della Sapienza e dell’Università della Valle d’Aosta ha condotto uno studio sullo scambio di messaggi a contenuto sessuale con i chatbot basati sull’intelligenza artificiale. “Avevamo la curiosità di studiare scientificamente questo fenomeno nuovo”, racconta a LaSalute di LaPresse Antonio Chirumbolo, ordinario di Psicometria presso il Dipartimento di Psicologia della Sapienza, che ha condotto la ricerca pubblicata su ‘Archives of Sexual Behaviour’ con Alessandra Ragona, Mara Morelli ed Elena Cattelino. I risultati della ricercaA un campione di 378 giovani tra i 18 e i 35 anni è stato così somministrato un questionario anonimo relativo alle pratiche di sexting con l’AI. L’8,7% del campione ha dichiarato fare sexting con i chatbot. “La cosa interessante è che gli utenti non utilizzano le classiche AI, ma chatbot progettati appositamente per la sfera sessuale”, spiega il professore. Al momento “l’uso dell’AI a sfondo sessuale è perlopiù appannaggio dei maschi: è uomo il 75,8% di chi fa ricorso al sexting con la tecnologia”.L’utente tipo A farlo è soprattutto “chi ricerca sensazioni sessuali varie ed estreme. Inoltre, chi utilizza l’AI per il sexting ha spesso anche un rapporto problematico, di dipendenza dalla pornografia”, evidenzia l’esperto. Con una precisazione importante: “Non ci stiamo riferendo necessariamente a comportamenti patologici. Probabilmente, da soli davanti a un computer, non ci si sente giudicati dall’intelligenza artificiale e ci sente liberi di confessare i propri desideri più intimi”, riflette Chirumbolo. Un mondo destinato a crescere“Al momento – conclude – le piattaforme per interazioni sessuali sono state sviluppate principalmente per utenti anglofoni. É probabile che arriveranno presto chatbot anche in altre lingue, per cui il numero degli utenti è destinato ad aumentare. È la legge del mercato: se c’è una nicchia interessata a un servizio qualcuno occuperà quello spazio. E il 10% su una popolazione di milioni di persone non è un numero trascurabile”.Questo articolo Sexting con l’AI: chi lo fa e perché è un mondo destinato a crescere proviene da LaPresse