Kimi Antonelli, l’amico ristoratore ‘svela’ i gusti del neo campione: “Tortellini e fettuccine, ma il suo segreto è l’umiltà”

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Ogni volta che Kimi Antonelli alza il piede dall’acceleratore e torna nella sua Bologna si rifugia nel suo mondo e fa tappa da lui, l’amico ‘Robbi’ titolare di un locale che è molto più di un luogo di condivisione. È lì, alla ‘Trattoria Dal Biassanot’, in pieno centro storico all’interno della cerchia delle mura duecentesche bolognesi, che il neo Campione del Mondo della Formula 1 ha costruito i suoi sogni, tra tortellini al ragù (o in brodo) e fettuccine. Sono rigorosamente questi i due piatti preferiti scelti dal fuoriclasse ventenne quando si siede a tavola dal suo amico gustandosi l’aria familiare di una trattoria speciale, unica. Perché tra le tante certezze di Kimi c’è proprio questo posto magico che ha iniziato a frequentare quando aveva sedici anni e stava costruendo il suo talento con i kart. “Kimi l’ho conosciuto prima che approdasse in F1 attraverso un amico comune che ha un figlio che correva con lui, andavano a scuola insieme. Da lì è iniziata una amicizia, l’abbiamo perseguita e tuttora è il ragazzo che ho conosciuto fin dal primo giorno. Ci scriviamo spesso e quando è a Bologna viene sempre a trovarmi. È rimasto lo stesso ragazzino meraviglioso e la stessa persona di quando non era nessuno. Ho ancora la pelle d’oca quando parlo di Kimi. È un amico”, racconta a LaPresse Roberto Bugamelli, titolare del locale a conduzione familiare che gestisce da 20 anni, da quando ha seguito le orme di suo figlio cuoco. “Kimi lo adoro. Merito anche della sua famiglia che l’ha mantenuto sempre allo stesso livello di umiltà e glielo ha inculcato in testa. I suoi genitori, Marco e Veronica, sono stati molto bravi, anche loro vengono a mangiare da me e sono persone meravigliose proprio nella loro umiltà”, aggiunge Roberto. La forza della modestia e della semplicità. Con Kimi si sono già dati appuntamento, si vedranno verso metà dicembre. E a tavola ci sarà un campione del mondo che avrà tanto da raccontare. “Ho tante foto di Kimi che però non ho esposto nel locale, sono quadretti che mi tengo per me. Ho la sua maglia autografa, me l’ha portata lui e quella la tengo davvero come un cimelio. Sono tifoso Ferrari e spero un giorno di poterlo vedere su una ‘rossa’”, ha confessato Roberto che sottolinea un aspetto del carattere e della personalità di Kimi. “Ci tengo in modo particolare quando viene nel mio ristorante proprio per la persona che è e non solo adesso che è pilota di F1. Sono contento di averlo conosciuto in quel frangente, mi ha fatto apprezzare le sue genuinità come persona, l’ho conosciuto un anno prima che diventasse pilota Mercedes“. Kimi sembra un abitudinario, almeno nella scelta del menù: “Ordina sempre o tortellini al ragù o in brodo o tagliatelle classiche, non gli ho mai visto bere un bicchiere di vino. Ci tiene alla dieta. Non è un gran mangione, mangia il giusto. Ora vorrei abbracciarlo e dirgli ‘fammi sognare’. E sono sicuro che lo farà. Vorrei restasse sempre la stessa persona, è quello che mi interessa di più. Mi ha scritto dopo la gara in America, gli ho fatto i complimenti e mi ha detto che avrebbe fatto del suo meglio per il Messico e mi ha mandato tremila cuori come sempre”. Promessa mantenuta. Roberto lo aspetta. Per un’altra rimpatriata tra amici. E per brindare. Niente vino, solo acqua minerale.Questo articolo Kimi Antonelli, l’amico ristoratore ‘svela’ i gusti del neo campione: “Tortellini e fettuccine, ma il suo segreto è l’umiltà” proviene da LaPresse