L’inviato Usa Witkoff annuncia colloqui tecnici tra Ucraina e Russia ad Abu Dhabi: il Cremlino non risponde

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BERLINO — «Sarà qui da me subito dopo mezzogiorno, e le cose andranno un po’ diversamente». Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato così, questa mattina, davanti agli imprenditori della Camera di commercio e industria di Berlino, la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il paragone, riferisce Reuters, è con la visita di Zelensky alla Casa Bianca dell’anno scorso, segnata dallo scontro con Donald Trump davanti alle telecamere.Zelensky arriva a Berlino poche ore dopo l’annuncio che riapre il canale con Mosca. Lunedì sera l’ufficio di Steve Witkoff, inviato speciale di Trump, ha scritto su X che gli Stati Uniti «faranno da mediatori a negoziati a livello tecnico tra Ucraina e Russia il 10-11 novembre ad Abu Dhabi». In agenda «assetti di sicurezza del dopoguerra, de-escalation, sforzi umanitari e prossimi passi verso la pace». Da Mosca, per ora, nessuna reazione.Prima degli Emirati c’è l’Europa. La stessa nota annuncia che i negoziatori americani vedranno questa settimana a Bruxelles i rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito, Unione europea e Nato: garanzie di sicurezza per l’Ucraina, architettura di sicurezza del continente dopo la guerra, ricostruzione. La delegazione americana sarà guidata da Witkoff e da Jared Kushner, genero del presidente, scrive Axios. Il vertice nasce dagli incontri che i due hanno avuto nelle ultime settimane con Zelensky e con Vladimir Putin e riprende un formato sospeso a febbraio, quando la guerra in Iran aveva assorbito la diplomazia di Washington. Le parti restano lontane soprattutto sui territori.La sequenza, prima gli alleati a Bruxelles e poi i russi ad Abu Dhabi, mette gli europei davanti a un tavolo al quale non siedono. La Germania è il maggiore sostenitore europeo di Kiev, e le visite di Zelensky nel Paese restano segrete fino all’ultimo, con le massime misure di sicurezza. Oggi il presidente ucraino parlerà anche alla Berlin Security Conference, la conferenza sulla difesa che si apre nella capitale tedesca: sul tavolo nuovi aiuti e un vertice della «coalizione dei volenterosi», i Paesi pronti a schierare truppe in Ucraina dopo una tregua. Kiev non ha spiegato pubblicamente le ragioni del viaggio. Sabato Zelensky era a Istanbul dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan.Il Cremlino prende tempoMosca, finora, ha parlato con prudenza. Il 22 ottobre il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov aveva detto ai media di Stato russi che «per ora si parla di Abu Dhabi», dopo che Putin, ricevendo Witkoff a San Pietroburgo, si era detto pronto a riprendere il formato a tre. Pochi giorni fa il vice ministro degli Esteri Sergej Rjabkov ha definito «prematuro» parlare di un incontro negli Emirati, sempre attraverso l’agenzia statale Tass.Il nodo è il cessate il fuoco. L’Institute for the Study of War, centro studi di Washington, osserva nel rapporto del 27 ottobre che le dichiarazioni di Peskov e del consigliere presidenziale Jurij Ušakov non indicano alcun cambiamento nel rifiuto del Cremlino di una tregua totale o parziale, mentre Kiev vuole portare al tavolo proprio la pausa dei combattimenti lungo il fronte.Sul terreno la pausa c’è già stata, ed è finita. Domenica un’alta fonte ucraina ha riferito che Mosca ha rifiutato l’offerta di Kiev di prolungare la tregua, la più lunga sospensione dei combattimenti dall’inizio dell’invasione, ormai al quinto anno, con centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati. I militari ucraini accusano i russi di aver usato quei giorni per fortificare le posizioni. In Polonia, intanto, 2.800 soldati europei provano lo schieramento della forza che dovrebbe entrare in Ucraina dopo un cessate il fuoco.Zelensky, lunedì, ha messo in guardia: l’intelligence ucraina prevede per oggi un nuovo attacco massiccio russo contro energia e logistica, «quando il mondo guarderà alle elezioni di metà mandato americane». Le urne negli Stati Uniti si aprono proprio oggi.