Sebbene in Europa vi sia uno strano silenzio attorno alla vicenda, la crisi di Varsavia sta diventando sempre più problematica.Ma riavvolgiamo il nastro. Venerdì 30 ottobre: un gruppo di giudici eletti dalla maggioranza parlamentare dell’europeista Donald Tusk è entrato nella sede della Corte Costituzionale della capitale polacca e grazie alla polizia (che risponde al Governo) ha preso il controllo del luogo, annunciando in maniera del tutto arbitraria la sospensione per un mese del presidente della Corte e del suo vice, entrambi legati al precedente governo di PiS, partito euroscettico.Anna Korwin-Piotrowska, una dei giudici bloccate da mesi, si è autoproclamata reggente. Il presidente Karol Nawrocki, in quei momenti in volo verso il Senegal, non appena appresa la gravità della situazione ha invertito la rotta e, rientrando nella notte del 31 ottobre, ha denunciato una “presa di potere forzata” da parte del Governo Tusk e una violazione dell’ordine costituzionale. Fuori dall’edificio si sono radunati migliaia di manifestanti, con la polizia schierata a protezione. Tusk ha difeso l’operazione come necessaria per ripristinare lo Stato di diritto dopo gli anni di presunta illegalità del PiS, dichiarando che su certi temi non può esserci compromesso.Il Tribunale è da oltre un decennio il terreno di uno scontro istituzionale. Il PiS lo aveva riempito di giudici euroscettici; nel dicembre 2025 la Corte di giustizia dell’Ue aveva stabilito che, nella sua composizione, non rispettava i requisiti di indipendenza e imparzialità. Tusk, al governo dal 2023, ha eletto nuovi membri, ma Nawrocki ha rifiutato di riceverne il giuramento e il presidente della Corte ne ha impedito l’accesso effettivo. L’episodio di fine ottobre è stato l’escalation più concreta di questa paralisi.Nei sondaggi di ottobre, Nawrocki guida stabilmente le classifiche di fiducia, con valori intorno al 50/53%, mentre Tusk oscilla tra il 30 e il 36% e supera spesso il 50% di sfiducia. La maggioranza relativa dell’opinione pubblica polacca si è schierata, almeno a livello di percezione, con il capo dello Stato contro quello che viene descritto come un tentativo di occupazione forzata di un organo costituzionale.A Bruxelles, invece, da giorni regna un silenzio sostanziale che puzza di appoggio velato a Tusk. La Commissione europea ha ribadito che la nomina dei giudici spetta al parlamento e ha richiamato la necessità che il Tribunale funzioni secondo la Costituzione e la giurisprudenza UE, citando anche la Commissione di Venezia e misure provvisorie della Corte europea dei diritti dell’uomo. La cosa agghiacciante è che, indipendentemente da chi ha ragione e chi torto, non sia arrivata nessuna condanna esplicita nei confronti dei metodi usati dal Tusk: il Primo Ministro ha occupato con la polizia la Corte Costituzionale della Polonia. E questo è gravissimo.Il gruppo parlamentare ECR è l’unico ad aver parlato apertamente di violazione dello Stato di diritto. Tutti gli altri, PPE in primis, tacciono vergognosamente. La domanda è inevitabile: se un governo euroscettico avesse tentato un’operazione analoga, con polizia e sospensioni interne contro giudici sgraditi poiché europeisti, Bruxelles avrebbe reagito con lo stesso silenzio diplomatico? Probabilmente no. Tusk è un europeista di lungo corso (ex presidente del Consiglio europeo) e il suo governo è quello che ha sbloccato i fondi europei. Questa vicinanza politica gli garantisce un’immunità di fatto: gesti che verrebbero etichettati come attacchi alla democrazia se compiuti da un avversario vengono oggi classificati come un inevitabile tentativo di ripristinare la legalità.Qui l’Europa unita si gioca tutta la sua credibilità: non si può tacere davanti a una presa di potere, legittima o meno, attraverso la forza della polizia. E il silenzio delle istituzioni europee, nonché dei principali media del continente, è uno scandalo in piena regola. E come possiamo pensare che i polacchi continuino a vedere di buon occhio un’entità sovranazionale che nasce per tutelare l’Europa dei popoli e che invece finisce per chiudere un occhio quando qualche suo fan illustre tenta un golpettino in casa propria?Alessandro Bonelli, 3 novembre 2026L'articolo L’agghiacciante silenzio Ue sul mini-golpe di Tusk in Polonia proviene da Nicolaporro.it.