Uk, la Banca d’Inghilterra propende per un incremento dei tassi

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La scorsa settimana i mercati azionari globali del settore tecnologico hanno subito battute d’arresto, appesantiti dai dubbi riemersi sugli investimenti nell’intelligenza artificiale in seguito alle trimestrali deludenti di Alphabet, Amazon e Intel. Questo clima d’incertezza ha orientato i flussi degli investitori verso gli asset rifugio, in particolare i titoli di Stato.Verso la fine del mese i Treasuries hanno registrato un rialzo, pur con ripercussioni contenute sui principali cambi: l’indice del dollaro americano è rimasto pressoché stabile, euro e sterlina non hanno evidenziato variazioni significative, e il franco svizzero, tipico asset rifugio, ha mostrato soltanto marginali progressi. L’impatto più pesante ha invece colpito i mercati emergenti, dove i listini azionari sono tornati a scendere fino a toccare la performance mensile peggiore dallo scoppio del conflitto in Iran. Benché la flessione dei rendimenti USA tenda solitamente ad allentare la pressione su tali valute, l’attenzione degli operatori resta concentrata sui deflussi dall’azionario alimentati dall’awersione al rischio.La settimana si apre sotto il segno degli eventi politici negli Stati Uniti e dell’imminente verdetto sui tassi da parte della Banca d’Inghilterra, previsto per giovedì. Martedì avranno luogo le elezioni di metà mandato negli USA, sebbene un quadro completo dell’esito elettorale potrebbe delinearsi soltanto da mercoledì in poi. Il calendario macroeconomico vedrà la pubblicazione della stima preliminare sull’inflazione dell’Eurozona per il mese di ottobre nella giornata di mercoledì, seguita venerdì dai dati sul mercato del lavoro statunitense, che culmineranno nel report sulle buste paga non agricole (payrolls). Sul fronte societario, le trimestrali di Apple e AMD forniranno nuove indicazioni sul trend del comparto dell’intelligenza artificiale.GBPL’annuncio dell’Autumn Budget della scorsa settimana non ha prodotto scossoni per la sterlina e i gilt. Il governo ha infatti evitato scelte drastiche o impreviste, confermando le attese dei mercati che avevano già ampiamente assimilato le principali misure. Il margine di manovra fiscale è stato riportato a soglie per il momento appena sufficienti, mentre i modesti rincari fiscali hanno colpito in prevalenza l’ambito bancario. Allo stesso tempo, i ridotti aiuti sul fronte energetico avranno un impatto marginale su crescita e inflazione. Pur a fronte di un’accoglienza tranquilla da parte dei mercati, rimangono diverse incertezze dovute all’assenza di interventi sulla spesa sociale e di indicazioni chiare sui budget della difesa.La sterlina, tuttavia, è salita leggermente sia contro il dollaro che contro l’euro in vista della decisione della Banca d’Inghilterra di giovedì. Ci aspettiamo che la BoE alzi i tassi, una mossa quasi completamente scontata dai mercati, data la crescita resiliente e l’inflazione ostinatamente elevata. La spaccatura dei voti e le indicazioni prospettiche (guidance) conteranno più della decisione stessa per la sterlina. Ci aspettiamo una votazione divisa e una guidance aperta che non fornisca alcun impegno esplicito a ulteriori aumenti dei tassi nel 2027. Le aspettative del mercato di altri tre rialzi dopo la riunione di questa settimana ci sembrano eccessivamente aggressive, e ci aspettiamo che il MPC opponga resistenza.EURLa moneta unica è rimasta stabile dopo una settimana intensa. La BCE ha mantenuto i tassi invariati ma ha ventilato un rialzo a dicembre. Tuttavia, l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato europei, in particolare francesi, induce alla prudenza. Gli spread francesi sono tornati ad allargarsi per via dell’avversione al rischio. Inoltre, le voci sulle possibili dimissioni anticipate della Presidente Lagarde a febbraio adombrano lo scenario, anche se una rapida risoluzione del nodo successione favorirebbe l’euro.Il bilancio settimanale dell’euro si è chiuso all’insegna della stabilità, guidato dall’equilibrio tra due forze opposte: i timori legati alle dinamiche politiche in Francia e le tensioni sul comparto tecnologico statunitense, causate dai dubbi sull’IA. In prospettiva, un ridimensionamento dei timori sull’intelligenza artificiale potrebbe far emergere nuovamente le fragilità francesi come fattore guidante. L’attenzione si sposta ora sulla stima preliminare dell’inflazione di mercoledì, un passaggio decisivo per verificare la tenuta della linea intransigente della BCE.USDNonostante i dati favorevoli e la recente avversione al rischio, il dollaro resta debole per la terza settimana. La Fed ha congelato i tassi con due dissent pro-inasprimento, mentre PIL del Q3 e inflazione di settembre hanno superato le stime. Gli operatori vedono un 75% di probabilità di un rialzo a dicembre, seguito al massimo da un ritocco nel 2027: traiettoria in linea con la nostra stima di un’ultima stretta a fine anno, dato l’effetto differito delle misure Fed.I dati sulle buste paga di venerdì e le eventuali sorprese politiche dalle elezioni di metà mandato di martedì costituiscono i principali eventi a rischio di questa settimana. Con i mercati previsionali che stimano una probabilità del 95% che i Repubblicani perdano il controllo di almeno una camera del Congresso, ci vorrebbe un enorme errore nei sondaggi affinché le notizie sulle midterms muovano in modo significativo i mercati. Una vittoria schiacciante dei Repubblicani rimane il principale rischio di coda per il dollaro, e vedremo probabilmente un rally mentre gli investitori si preparano a nuovi tagli fiscali, maggiore spesa, un deficit più ampio e rinnovati timori sull’indipendenza della Fed.* Ebury.