KOMYSHUVAKHA — «Con questi omicidi la Russia manda un segnale esattamente opposto». Lo ha scritto lunedì sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X e Telegram, mentre a Komyshuvakha, villaggio della regione di Zaporizhzhia a una ventina di chilometri dal fronte, il Servizio statale d’emergenza aggiornava il bilancio: 24 morti, 5 feriti, 27 dispersi. Le bombe plananti russe hanno centrato una scuola usata per la distribuzione settimanale degli aiuti umanitari e poi il rifugio in cui la gente era corsa a ripararsi.Il «segnale» di cui parla Zelensky è la tregua di Oleshky, scaduta alle 22:59 di domenica (le 21:59 in Italia): la prima pausa di più giorni dall’invasione del febbraio 2022, limitata a una città occupata sul Dnipro e mediata dalla first lady americana Melania Trump con il coinvolgimento di papa Leone XIV. L’attacco su Komyshuvakha è cominciato meno di dodici ore dopo. «Dopo l’operazione umanitaria a Oleshky c’era un momento in cui i passi successivi potevano mostrare che un progresso verso la pace era possibile», ha aggiunto il presidente.La ricostruzione, riferita da Reuters e AFP, è quella delle autorità militari regionali: almeno nove bombe FAB-3000, ordigni da tre tonnellate guidati dall’aereo. Il primo bollettino, alle 10:50, parlava di un morto e due feriti. Alle 17:49 Zelensky contava 18 vittime; alle 20:09 il premier Serhii Koretskyi ha annunciato le 24. Tra i morti ci sono quattro poliziotti e due soccorritori.«Dopo il primo attacco con bombe aeree c’è stato un secondo attacco con altre nove bombe, mirato specificamente al rifugio dove le persone si riparavano», ha scritto Zelensky. «I russi non potevano non sapere che ogni settimana i residenti rimasti a Komyshuvakha ricevevano lì gli aiuti». Mosca non ha commentato la strage.La tregua di OleshkyLa pausa era in vigore dal 27 ottobre e riguardava solo Oleshky, sulla riva sinistra del Dnipro di fronte a Kherson, e i dintorni. Circa 2.000 civili vivevano ancora in città, liberi di passare in territorio ucraino o russo oppure di restare: ne sono stati evacuati quasi 800, senza violazioni segnalate. A gestire i corridoi erano i difensori civici dei due Paesi, l’ucraino Dmytro Lubinets e la russa Yana Lantratova. «Un successo», ha scritto Melania Trump su X.Il Cremlino ha respinto la proroga proposta dal ministero degli Esteri ucraino. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito l’operazione «riuscita» e ha elogiato la «buona cooperazione», ma ha precisato che «al momento» non sono previste altre missioni simili. All’accusa ucraina di aver sfruttato i giorni di silenzio per fortificare le posizioni ha risposto all’AFP che «è una pratica del tutto normale in situazioni del genere», e che anche l’esercito ucraino lo ha fatto in passato.A Kherson, la città da cui per sei giorni si è guardata Oleshky senza spari, i droni sono tornati lunedì mattina: colpita una struttura medica in centro, secondo il capo dell’amministrazione cittadina, feriti in periferia una donna di 62 anni e un uomo di 73. «L’intensità degli attacchi russi resta alta, il pericolo di vita è estremamente alto», ha detto il governatore Oleksandr Prokudin.Nel resto del Paese la notte ha lasciato 12 feriti da droni nella regione di Kharkiv e 5 a Odessa; il ministero della Difesa russo dichiara 212 droni ucraini abbattuti. Le app di allarme aereo dei due Paesi sono state manomesse da cyberattacchi che hanno diffuso un falso allarme radiazioni: il ministero russo per le Emergenze parla di un messaggio partito alle 2:45 ora di Mosca verso 33 regioni su 89.Sullo sfondo restano i colloqui a tre tra Stati Uniti, Russia e Ucraina attesi ad Abu Dhabi entro il mese, per i quali Zelensky aveva indicato il 10 novembre come data possibile. La sequenza di lunedì — una tregua chiusa alle 23 e nove bombe da tre tonnellate su un centro aiuti la mattina dopo — è la cornice con cui le delegazioni arriveranno a quel tavolo. Zelensky, nel suo messaggio, ha chiesto «una risposta dal mondo. Una risposta forte e dura».