Settantatrè anni: tanti ne sono passati prima di rivedere un italiano vincere il mondiale piloti in Formula 1. Prima del trionfo di Kimi Antonelli sul circuito di Città del Messico il 1°novembre 2026, l’ultimo era stato il milanese Alberto Ascari il 23 agosto 1953 sul circuito svizzero di Bremgarten, a Berna.Ascari e Antonelli: due figure incomparabili per età (Ascari nel 1953 aveva 35 anni, Antonelli 20 il giorno del trionfo) e per carriera (Ascari cominciò con le motociclette, Antonelli con il kart a 5 anni). Qualcosa però li accomuna: l’essere entrambi «figli d’arte».Due campioni figli d’arte: il percorso di Kimi e quello di AscariKimi Antonelli è figlio di Marco, ex pilota delle categorie Gran Turismo ed oggi titolare di una scuderia, la AKM Motorsport. Ascari era figlio di Antonio, pilota Alfa Romeo all’alba delle competizioni tra il 1919 e l’anno della morte in pista nel 1925. Entrambi sono cresciuti con i motori nel dna.L’ultimo italiano ad alzare il trofeo prima del 2026 aveva già alle spalle un titolo mondiale vinto l’anno precedente, nel 1952. Alberto Ascari, su Ferrari 500 F2 lottò nella stagione 1953 contro i rivali Juan Manuel Fangio (Maserati) e i compagni di scuderia Nino Farina e Luigi Villoresi (amico storico di Alberto). Era l’apice di una carriera iniziata in sella alle moto milanesi «Sertum» negli anni Trenta per poi passare alle 4 ruote nel 1940. Allo scoppio della guerra sarà costretto a lunghi anni di fermo, per riprendere le competizioni solo nel 1947.Bremgarten 1953, la rimonta di Ascari vale il secondo titolo mondialeCon il cavallino corse nel 1953 anche il britannico Mike Hawtorn. Ascari arrivò all’ultimo appuntamento dopo una serie importante di successi in Olanda, Belgio e Gran Bretagna. In Svizzera il pilota milanese si presentò con un vantaggio sensibile su Fangio.Il piazzamento tra i primi 5 sarebbe stato sufficiente a consegnargli il secondo titolo consecutivo. Nelle prove, Fangio conquistò comunque la pole position e alla partenza prese subito la testa della gara, per poi essere costretto a cambiare vettura (allora il regolamento lo consentiva) per un guasto alle valvole.Ascari, in testa, fu ugualmente vittima di un guasto ai carburatori che lo costrinse ad una lunga sosta ai box. Nino Farina passò in testa ma Ascari (generando poi le critiche del compagno di squadra) ignorò l’ordine di scuderia di congelare le posizioni e si fece protagonista di una rimonta epica.Tagliò il traguardo per primo e vinse il titolo con un gran premio di anticipo. A Monza invece, Fangio si prese la rivincita perché il neo campione fu costretto al ritiro per un’uscita di strada.Era l’ultima volta che un pilota italiano vinceva il titolo. Ascari non poté ripetere l’impresa perché Fangio dominò il mondiale 1954 e proprio a Monza, il 26 maggio 1955, il campione meneghino perse la vita sul curvone che oggi porta il suo nome, la «Variante Ascari».Dalla Ferrari 500 F2 alla Mercedes ibrida: 73 anni di evoluzione tecnologicaIn 73 anni, il progresso della tecnologia in F1 mostra, nel paragone tra le due monoposto dei campioni italiani, l’enorme passo in avanti del settore. Basti pensare al rapporto tra la Ferrari di Ascari e la Mercedes di Antonelli leggendo la potenza specifica. La 500 F2 erogava 93 cv/litro (su un 6 cilindri da1.946 cc. a carburatori) mentre la Mercedes AMG-F1, 625 cv/litro per il V6 turbo ibrido da 1.600 cc.Differenze abissali. Ma che nulla tolgono all’enorme talento dei due campioni italiani Alberto e Kimi.L'articolo Prima di Antonelli, Ascari. Chi era l’ultimo italiano campione del mondo di Formula 1 proviene da La Verità.