Alle 11.30 di oggi, martedì 3 novembre, il governo riunisce a Palazzo Chigi i vertici della cybersicurezza e dell’intelligence per esaminare gli attacchi ai sistemi di refrigerazione commerciale registrati in Italia e in Europa. Lo coordinerà il sottosegretario Alfredo Mantovano, alla presenza del direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) e dei vertici dei servizi. La convocazione, riferita da fonti di Palazzo Chigi, segue una nuova ondata di manomissioni ai frigoriferi di supermercati e imprese alimentari.La sequenza comincia in Francia, nella notte tra l’11 e il 12 ottobre. In centinaia di punti vendita, tra cui Intermarché e Coopérative U, gli aggressori intervengono sui dispositivi che regolano temperature, allarmi e cicli di sbrinamento. Alcuni impianti raggiungono i 50 gradi, compromettendo le merci. Le Monde ha ricostruito che gli aggressori hanno prolungato gli sbrinamenti, ritardando l’intervento dei gestori. La procura di Parigi ha aperto un’indagine.Tre settimane dopo, nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre, il copione si ripete. Secondo le ricostruzioni dell’Afp, le anomalie hanno raggiunto Belgio, Svezia, Irlanda, Estonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Finlandia e Portogallo, oltre all’Italia. In Belgio sono stati coinvolti negozi Delhaize, Carrefour e perfino un punto vendita Ikea a Mons; in Irlanda la società Musgrave ha segnalato problemi in tredici supermercati SuperValu. I danni variano, ma la modalità ricorre: parametri modificati da remoto nelle ore di chiusura, anomalie scoperte al mattino. Intanto, in Italia le prime conferme arrivano dalla Sicilia, con attacchi accertati in almeno quattro supermercati, tre a Catania e uno a Palermo e il coinvolgimento dell’Acn.L’aspetto tecnico aiuta a spiegare perché bersagli tanto ordinari siano diventati vulnerabili. I sistemi di refrigerazione industriale possono essere controllati e sottoposti a manutenzione attraverso interfacce raggiungibili da Internet. Permettono diagnosi e interventi senza tecnici sul posto. Se però restano esposti sulla rete pubblica, con credenziali inadeguate o software non aggiornati, quelle stesse funzioni possono essere utilizzate da soggetti non autorizzati. Tra i fornitori di dispositivi coinvolti figura la danese Danfoss. Non è però dimostrato che tutti gli attacchi abbiano sfruttato la stessa falla.Non una novitàGià il 13 ottobre l’Acn aveva pubblicato un bollettino sulla sicurezza della filiera del freddo, invitando imprese e manutentori a verificare gli accessi esposti, separare le reti di gestione degli impianti dai sistemi informatici aziendali e proteggere la teleassistenza con autenticazione a più fattori. Dopo gli episodi di lunedì l’Agenzia ha intensificato il monitoraggio e convocato un confronto con il settore e le principali catene. Alcuni dispositivi datati non ricevono più aggiornamenti.Un’analisi della società di sicurezza Censys, pubblicata il 2 novembre, ha individuato ancora oltre mille istanze del sistema Danfoss StoreView esposte online nel mondo, nonostante il calo registrato in Francia dopo ottobre. Il dato misura un’esposizione potenziale, non il numero delle apparecchiature violate. Il rischio investe anche laboratori, magazzini e piattaforme logistiche.A Bruxelles il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha parlato di un tentativo di interrompere la catena di approvvigionamento alimentare e di intaccare la fiducia dei consumatori, precisando che la sicurezza alimentare europea non è attualmente a rischio. La Commissione ha richiamato gli strumenti di coordinamento tra Stati membri, compresa la rete EU-CyCLONe. I danni economici sono documentati, non un’interruzione generalizzata delle forniture.Resta aperto (soprattutto) il capitolo dell’attribuzione. Nessun gruppo ha rivendicato gli attacchi e non è stato accertato pubblicamente che gli episodi di ottobre e novembre abbiano lo stesso autore. Non è stata chiarita neppure la finalità delle intrusioni.Il vertice convocato a Palazzo Chigi servirà a verificare l’estensione degli attacchi in Italia, individuare eventuali collegamenti con gli episodi europei e accertarne le responsabilità. Sul tavolo anche le misure per proteggere i sistemi di refrigerazione e prevenire nuove intrusioni.