SpaceX chiude il Falcon 9 ai nuovi clienti fino al 2029: l’Europa resta con il solo Ariane 6

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PARIGI — SpaceX ha chiuso le prenotazioni del Falcon 9 oltre la fine del 2028 e ha comunicato ad almeno sette costruttori di satelliti che il manifesto di volo del razzo è pieno fino al 2029, per ogni tipo di missione. L’azienda di Elon Musk sta riducendo le operazioni del suo vettore più usato per spostare ingegneri e fabbriche sulla gigantesca Starship, riferisce il Wall Street Journal. Lo stop riguarda soprattutto i voli condivisi, i «rideshare» in cui decine di piccoli satelliti si dividono un solo lancio.Per l’Europa la notizia pesa più che altrove. Dei 396 satelliti portati in orbita da SpaceX in voli condivisi nel 2025, 134 erano europei, un terzo del totale, secondo i conti di Les Échos; una trentina di operatori del continente è in lista d’attesa. Le agenzie spaziali europee hanno un solo lanciatore pesante, l’Ariane 6, che in due anni e mezzo ha volato nove volte, e devono decidere in fretta quanto accelerarne la cadenza.SpaceX non ha diffuso alcun comunicato, non ha spiegato le ragioni né fissato una data per il ritiro del Falcon 9, e la pagina delle prenotazioni condivise sul suo sito resta aperta. L’unica voce dell’azienda è un post di Musk su X del 22 agosto: «Una volta che Starship volerà in modo affidabile più volte a settimana, ha senso spostare le risorse di ingegneria e produzione, estremamente scarse, su Starship per portare il ritmo di lancio a più volte al giorno, il che significa ridurre progressivamente Falcon». Nei documenti per la quotazione in Borsa, a maggio, l’azienda aveva già avvertito che i lanci sarebbero diminuiti; restano quelli per la Nasa, compresi i voli verso la Stazione spaziale, almeno fino al 2030.I numeri dicono che la chiusura era già in corso. Nei primi nove mesi del 2026 il Falcon 9 ha volato 110 volte, ma 81 lanci hanno portato in orbita satelliti della stessa SpaceX e solo 29 hanno servito clienti esterni. Il razzo che nel 2025 aveva volato 165 volte è diventato un vettore quasi privato, al servizio della costellazione del suo costruttore.Starship promette circa 100 tonnellate in orbita bassa contro le 17,5 del Falcon 9 e ha compiuto il primo volo orbitale il 28 settembre. Ma quella stiva è pensata per i satelliti di SpaceX, costruiti per essere impilati come piatti: i costruttori europei dovrebbero ridisegnare le loro macchine per salirci. Chi resta fuori dalle prenotazioni dirette si rivolge agli aggregatori, società che comprano interi Falcon 9 e rivendono lo spazio a bordo.La cadenza di Ariane 6Josef Aschbacher, direttore generale dell’Agenzia spaziale europea (Esa), che riunisce 23 Stati, ha posto la questione a settembre, davanti ai giornalisti a Parigi: «Certo, la domanda è: riusciamo a soddisfare tutti questi lanci? È esattamente la valutazione che stiamo facendo adesso». Dopo il Consiglio dell’agenzia del 21-22 ottobre ha confermato che l’Esa esamina un possibile deficit di Ariane 6 verso fine decennio, con la domanda attesa al picco nel 2030, ma ha rinviato ogni decisione sulla capacità aggiuntiva a stime migliori, a inizio 2027.Ariane 6, costruito da ArianeGroup, la società di Airbus e Safran, e lanciato da Arianespace dalla base di Kourou, nella Guyana francese, ha volato quattro volte nel 2025 e quattro finora nel 2026. Un’anomalia scoperta ad agosto su un equipaggiamento ha imposto verifiche supplementari: quest’anno i tiri potrebbero fermarsi a sei invece degli otto previsti. Il prossimo, con 36 satelliti della costellazione Amazon Leo, non partirà prima del 23 novembre. ArianeGroup punta a 9-10 lanci l’anno dal 2027 e ha in portafoglio oltre 30 missioni, 18 per Amazon e 13 per la costellazione europea IRIS², attese nel 2029-2030.Le altre strade sono piccole o non ancora pronte. Il Vega C dell’italiana Avio è un lanciatore leggero con la domanda in forte crescita; il mini-razzo Maia della francese MaiaSpace non volerà prima della fine del 2027; la spagnola PLD Space ha firmato il 1° ottobre un accordo con il Cnes, l’agenzia spaziale francese, per installarsi a Kourou; la tedesca Isar Aerospace lancia dal Nord Europa. Washington ha fissato l’obiettivo di 1.000 lanci l’anno entro il 2030; l’Europa, a quella data, ne farà al massimo una quarantina.Il ritardo viene da lontano. Per anni i satelliti europei sono partiti anche sui Soyuz russi, lanciati dalla stessa Kourou: quella porta si è chiusa nel 2022, con l’invasione dell’Ucraina. Lo stesso anno il Vega C ha fallito un volo e si è fermato, mentre Ariane 6 accumulava rinvii. In quel vuoto l’Europa ha imparato a comprare passaggi sul Falcon 9.Aschbacher rivendica oggi, per Ariane 6, «5 voli riusciti in appena 17 mesi», la salita in cadenza più rapida di un lanciatore pesante negli ultimi vent’anni. Il conto parte dal 9 luglio 2024, quando il primo Ariane 6 si staccò dalla rampa di Kourou e raggiunse l’orbita, ma un’anomalia dello stadio superiore trasformò il debutto in un fallimento parziale.