Un ritorno dal forte valore simbolico, nel segno della memoria, dell’identità e del dialogo tra popoli. Per la prima volta Zara ha ospitato il 72° Raduno dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo (Adim), un appuntamento che ha riunito gli esuli dalmati e i loro discendenti nella città alla quale restano legati da profonde radici storiche e culturali. A sottolineare il significato dell’iniziativa è stata la presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Croazia, Paolo Trichilo, giunto a Zara in missione ufficiale e intervenuto alla sessione inaugurale su invito del presidente dell’Adim, Giorgio Varisco. Il raduno ha rappresentato non soltanto un momento di incontro e commemorazione, ma anche un’importante occasione per riflettere sul futuro della presenza italiana in Dalmazia e sul rafforzamento delle relazioni bilaterali. Nel suo intervento, l’Ambasciatore Paolo Trichilo ha evidenziato come la possibilità di organizzare per la prima volta l’evento a Zara costituisca un risultato significativo del clima di collaborazione instaurato tra Italia e Croazia, ulteriormente consolidato dalla comune appartenenza all’Unione europea.La rinascita della comunità italiana di ZaraUno dei temi centrali della visita diplomatica è stato il rilancio della presenza italiana nella città dalmata, frutto di un lavoro congiunto tra l’Ambasciata d’Italia, il Consolato Generale d’Italia a Fiume, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste. Un impegno che ha favorito la ricostituzione della Comunità degli Italiani di Zara, intitolata a Girolamo Luxardo, figura storica profondamente legata all’identità cittadina, e il rilancio dell’asilo italiano “Pinocchio”. Proprio alla struttura educativa l’Ambasciatore Trichilo ha dedicato una visita nel corso della missione, tornando a distanza di due anni per constatare personalmente i progressi compiuti. Un percorso di recupero culturale e identitario che guarda soprattutto alle nuove generazioni, attraverso la valorizzazione della lingua italiana, delle tradizioni e della memoria storica. L’Ambasciatore ha inoltre riconosciuto il contributo determinante degli esuli dalmati e dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo, ricordando in particolare l’impegno dell’allora presidente Toni Concina nel mantenere vivi i rapporti tra le comunità italiane e la loro terra d’origine.Cultura, memoria e identità: le iniziative italiane in DalmaziaIl raduno ha offerto l’occasione per ripercorrere le numerose iniziative culturali che hanno caratterizzato il 2026, contribuendo a rafforzare la presenza italiana a Zara. Tra le tante, il concerto degli studenti del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, promosso dalla Comunità degli Italiani in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Università Popolare di Trieste e FederEsuli, in occasione dell’80° anniversario della Repubblica Italiana. Particolare rilievo è stato attribuito anche alla visita dello scorso luglio del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che, a margine della partecipazione al MED9, aveva visitato la sede della Comunità degli Italiani e inaugurato una mostra dedicata alle cravatte dell’azienda italiana Talarico. Nella stessa occasione, il Ministro aveva reso omaggio ai caduti italiani della Prima guerra mondiale presso il Sacrario Militare Italiano nel cimitero di Zara, soffermandosi anche sulle tombe di illustri cittadini zaratini, tra i quali Girolamo Luxardo.Gesti e iniziative che testimoniano la volontà di preservare un patrimonio di storia condivisa, promuovendo al tempo stesso nuove forme di collaborazione culturale e istituzionale.Le istituzioni italiane e croate riunite nel segno del dialogoNumerose le autorità intervenute al raduno, a conferma della rilevanza assunta dall’appuntamento nel quadro delle relazioni tra Italia e Croazia. Tra i partecipanti, il deputato della minoranza italiana al Parlamento croato e presidente dell’Unione Italiana, Marin Corva, il presidente dell’Università Popolare di Trieste, Edvino Jerian, il presidente di FederEsuli, Renzo Codarin, il presidente del Consiglio comunale di Zara, Ivo Žuvela, che ha rivolto ai presenti un intervento in lingua italiana, e l’assessore alla Cultura della città di Zara, Dina Bušić. Una partecipazione istituzionale che ha confermato il valore del dialogo tra le due sponde dell’Adriatico e l’importanza della tutela delle rispettive comunità nazionali.Dal Premio Tommaseo alla storia dell’AdriaticoIl programma del 72° Raduno ha affiancato agli interventi istituzionali numerosi appuntamenti culturali, dedicati alla storia, alle personalità e alle tradizioni della Dalmazia. Tra i momenti più significativi, l’assegnazione del 30° Premio Niccolò Tommaseo a Giuseppe “Pino” Giergia, figura leggendaria della pallacanestro zaratina. A completare il programma, il concerto del presidente onorario dell’Adim, Toni Concina, in un intreccio di musica, memoria, appartenenza culturale e raccolta fondi per l’Associazione Madrinato Dalmatico, creata da donne esuli dalmate per tutelare, conservare e curare le tombe storiche della comunità italiana rimaste nei cimiteri di Zara.Italia e Croazia, nuove opportunità di cooperazioneLa missione dell’Ambasciatore Trichilo ha avuto anche un’importante dimensione economica e progettuale. Nel corso della visita, il rappresentante diplomatico italiano ha incontrato gli esponenti italiani e croati del Programma Interreg Italia-Croazia, approfondendo lo stato di avanzamento di iniziative congiunte dedicate alla crescita sostenibile e alla valorizzazione dell’economia del mare. Particolare attenzione è stata rivolta ai progetti Seas e Leap to the blue, espressione di una cooperazione transfrontaliera che individua nell’Adriatico una risorsa strategica per lo sviluppo dei territori. L’Ambasciatore ha infine ribadito l’impegno delle istituzioni italiane a sostenere la comunità italiana di Zara e a valorizzare il contributo degli esuli nella costruzione di rapporti sempre più solidi tra i due Paesi.Il primo raduno degli esuli dalmati ospitato a Zara assume così un significato che supera la dimensione commemorativa: non soltanto un ritorno nei luoghi della memoria, ma anche un segnale di dialogo, riconciliazione e collaborazione, nel quale la storia condivisa può diventare una risorsa per costruire il futuro dell’Adriatico.