Il Manchester United si può battere. E il Como di Cesc Fabregas ha mostrato alla Roma qualcosa di più prezioso di un semplice risultato: dove colpire gli inglesi e quali difficoltà possono andare incontro alla squadra di Michael Carrick. Il 4-1 del 21 ottobre al Sinigaglia, arrivato appena due settimane prima della sfida di Old Trafford, offre a Gian Piero Gasperini indicazioni interessanti. Soprattutto per il modo in cui Nico Paz ha mandato in crisi la difesa dei Red Devils.Due gol e un assist per il talento argentino, protagonista assoluto di una serata che ha messo a nudo le fragilità dello United. Ma il dato più significativo non è la prestazione individuale di Paz. È lo spazio che gli inglesi gli hanno concesso tra centrocampo e difesa, senza riuscire a trovare le contromisure. Il primo gol, arrivato dopo appena due minuti, racconta molto. Nico Paz riceve al limite dell’area, approfitta della distanza tra i centrocampisti e i difensori inglesi e trova il tempo per sistemarsi il pallone e calciare. Maguire arretra anziché uscire con decisione sul portatore. Una situazione che si ripete anche sul raddoppio: al 49′ Paz ha spazio per servire in profondità Douvikas, che supera Lammens. Il terzo gol nasce invece da un errore di Baleba, aggredito proprio da Paz, che recupera il pallone e si invola verso la porta. Tre reti diverse, ma un problema comune: uno United incapace di proteggere efficacemente la zona centrale e di reagire con ordine quando perde il possesso. Non a caso il Como ha chiuso la partita con il 55% del possesso e una netta superiorità nella qualità delle occasioni create.Le difficoltà sono state riconosciute persino da Bruno Fernandes. Dopo la pesante sconfitta, il capitano ha messo in discussione l’atteggiamento tattico della squadra, spiegando ai microfoni di TNT Sports: “È stata una scelta dello staff non pressare a uomo. Ma quando concedi troppo spazio a squadre del genere, permetti loro di prendere fiducia”. E ancora: “A volte dobbiamo essere più coraggiosi, rischiare una pressione più alta e mettere gli avversari in difficoltà”. Carrick ha offerto una lettura differente, sottolineando come anche i tentativi di pressione della ripresa abbiano prodotto nuovi problemi. È proprio questa la crepa: quando lo United aspetta, concede spazio tra le linee; quando prova ad aggredire senza il giusto coordinamento, rischia di scoprirsi alle spalle del centrocampo.Ed è qui che entra in gioco la Roma. Gasperini dispone di caratteristiche potenzialmente adatte a sfruttare quelle difficoltà. Soulé e Rodrigo Mora, muovendosi alle spalle di Malen, possono occupare proprio le zone nelle quali Nico Paz ha fatto la differenza. Il primo con la capacità di accentrarsi e creare superiorità, il secondo con rapidità di pensiero, tecnica e inserimenti. E davanti c’è un Malen capace di attaccare la profondità appena si apre un varco tra i difensori.Non si tratta di copiare il gioco del Como. La Roma ha un’identità diversa, costruita sull’intensità, sulle marcature aggressive e sulle verticalizzazioni. Ma può utilizzare questi principi per mettere in difficoltà lo United: portare uomini tra le linee, muovere rapidamente il pallone e aggredire i centrocampisti inglesi quando ricevono spalle alla porta, evitando di concedere loro il tempo per organizzare la manovra. La recente crescita offensiva della Roma, arrivata a 28 gol nelle prime dieci giornate di campionato, rappresenta un motivo di fiducia. E la prova di Udine, con Soulé, Mora e Malen protagonisti, ha confermato quanto questa squadra sappia trovare soluzioni differenti per arrivare alla conclusione.C’è poi un incrocio interessante. L’11 ottobre, dieci giorni prima della goleada sullo United, il Como aveva affrontato proprio la Roma. La partita era finita 0-0, con i giallorossi capaci di resistere per quasi tutto il secondo tempo in inferiorità numerica dopo l’espulsione di Malen al 53′. Gasperini aveva dovuto rinunciare alle proprie ambizioni offensive per proteggere il risultato, riuscendo a limitare anche un giocatore pericoloso come Nico Paz. Due partite molto diverse, naturalmente, ma che raccontano qualcosa delle rispettive squadre. Il Como ha saputo dominare uno United fragile, mentre la Roma ha dimostrato di poter cambiare atteggiamento senza perdere compattezza. Martedì, però, servirà soprattutto la versione offensiva dei giallorossi.Attenzione a non confondere le difficoltà degli inglesi con una vittoria già scritta. La crisi del Manchester United e la posizione sempre più delicata di Carrick non cancellano la qualità di giocatori come Bruno Fernandes, Mbeumo e Cunha, pericolosi soprattutto quando possono ripartire in campo aperto. Gasperini dovrà quindi trovare il giusto equilibrio tra aggressività e copertura.Il Como ha indicato una strada, non una formula infallibile. Ma una cosa è chiara: se la Roma riuscirà a portare Soulé e Mora negli spazi lasciati liberi dai centrocampisti inglesi, obbligando la difesa dello United a scegliere tra uscire in pressione e proteggere Malen, potrà creare seri problemi ai Red Devils. La crepa è stata individuata. Ora bisognerà vedere se Gasperini saprà allargarla.Giallorossi.net | A. FioriniL'articolo LA CREPA | Il Como ha già mostrato come si batte lo United: ecco dove può colpire la Roma proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.