Dei politici un tempo non lontano si diceva ch’erano nati vecchi, così grigiosi, così precocemente orientati all’intrigo, adesso nascono direttamente (e ugualmente) paraculi e vogliono essere giovani a vita e il sospetto è che molti di loro, quasi tutti, si siano votati al potere come compensazione per non aver potuto essere ciò che realmente volevano: le popstar, alcuni versione maranza.Ellie Schlein voleva essere Elodie (vaste programme) e s’è accontentata di far la ballerina al gaypride. Renzi pare uscito dai Take That. Bonelli&Fratoianni sono i trottolini amorosi della sommossa, appena uno fa casino, vai, subito imbarcato. Conte viaggia in quota Julio Iglesias, italianizzato in Christian, ma più patinato. Gualtieri, il sindaco che spianò Roma peggio di Nerone, come primo cittadino lascerà a desiderare, ma come canterino è imbattibile: chitarrina alla mano, ne conosce solo una e la fa cantare a tutti. Va al concerto di Jovanotti e alè, “Bella Ciao”. Chiama Vasco Rossi in Campidoglio, e giù con la “Bella Ciao Spericolata”. Varca l’oceano per andar da Mamdani, a far cosa chi lo sa, e lo coinvolge in un improbabile duetto.Ha fatto fatica, perché Mamdani voleva interpretarla stile muezzin e non conosceva le parole, diceva: “Bella Hamas, Bella Hamas, Bella Hamas, mas, mas”, e il sindaco, con pazienza romana, doveva correggerlo, insegnargli la pronuncia giusta: “Abbella sciao”. Alla fine ce l’hanno fatta. Un viaggio speso bene! Tanto lo pagano i romani, ciao belli. Oddio, volendo si poteva ampliare un po’ il repertorio, una per uno, non so: il primo cittadino di New Gaza si lanciava in una trascinante versione di “Rock in the Casbah” dei Clash, gruppo peraltro rivoluzionario e l’omologo dell’Urbe rispondeva con “That’s amore”, appena riscritta per far piacere all’ospite: “When the plane hits your tower like a big pizza Islam, that’s amore… Bells will ring, ting-a-ling-a-ling, ting-a-ling-a-ling and you say vita bella… hearts will play, tippy-tippy-tay, tippy-tippy-tay, like a gay pride tarantella…” e qui entra nei cori la nostra Lella.Che volete farci. So’ ragazzi, si divertono. Pigliano l’aereo di rappresentanza e vanno a stringere importanti accordi. Quali, non è dato sapere e, con un tipo come Zohran, forse è pure meglio. Che poi di fratelli musulmani ne abbiamo tanti già qua, non è che ci mancano. Ma forse sta in ballo la seconda ondata, va’ un po’ a capì. Mentre piovono minacce, manco tanto velate, al Giornale, a Cerno, a Meloni e sua figlia – e questa davvero è una cosa che tollerare non si può, vuoi per la carica (e per la figlia), vuoi perché partono da dentro, dalla Camera dei Deputati, vuoi perché questo figlio di un colonnello di Hamas è stato invitato da un partito di opposizione, i 5 Stelle, dal quale non è arrivato un fiato di cautela, di dissociazione, niente di niente. Come dal caro leader, del resto. Solo che una minaccia del genere a un presidente del Consiglio e alla sua piccola figlia è pure una minaccia al Paese, a tutti i cittadini; e non si capisce come chi se la sia permessa non la paghi.Ma che fa? Sono dettagli, l’importante è la infantilizzazione della politica di potere da responsabilità a influencer o rappettara. Voi sapete che, quando è possibile, ci piace inserire nelle nostre cronache demoralizzate brevi divagazioni, citazioni colte, per esempio Lino Banfi, come quando diceva aL ciccione fidanzato della figlia, parassita a vita, che lo apostrofava, “Uomo! Che fa la tua generazione?” rispondeva “Uomo!!! Tu m’hai rotto le pèlle. Nel senso che non ti sopporto, è proprio un fatto di pelle!”.Leggi anche: La CNN umilia Gualtieri: il video che smaschera il flop da 14 milioniMamdani congela gli affitti e finisce in tribunaleOggi ci rifugiamo in un bel libro di Francesco Cataluccio, “Immaturità – la malattia del nostro tempo” (che ormai non è più malattia ma uno stato gioiosamente condiviso da tutti: nonni che si fanno le canne coi nipoti, madri rifatte con lineamenti di gatto, padri coi pantaloni scavigliati e acconciatura scapigliata, figli non ne parliamo): “Il Sessantotto, nel mondo occidentale, è il trionfo dell’infantilismo. Ma meno di quanto superficialmente si potrebbe pensare, ed è stato scritto. Quell’energia giovanile, compressa per un decennio, esplodendo, portò anche degli elementi, com’era successo per le avanguardie artistiche, di nuova comprensione della realtà. I politici, i professori, i padri ai quali i giovani confusamente si contrapponevano, nelle loro reazioni, si dimostrarono spesso ben più infantili dei ragazzi”.Sarà. Dal Sessantotto, di avanguardie poche, di spazzatura tanta. E fu solo un debutto, come dicevano in Francia: sessant’anni dopo siamo al reclutamento delle Salis dalle scariche isteriche, alla politica come pratica dell’egolatria capricciosa, alle occupazioni minorili delle tangenziali in un garrire di bandiere di Hamas. E alle tournée del sindaco Gualtieri in America da Mamdani per fargli cantare Bella Ciao, che, Cristo santo, più che il duo di Piadena paiono il duo di Broccolino. O partigiano, portali via.Max Del Papa, 3 novembre 2026L'articolo O partigiano, portali via proviene da Nicolaporro.it.