Ucraina, il Cremlino apre al dialogo Putin-Zelensky e chiede all’Unione Europea di cambiare posizione

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Il presidente russo Vladimir Putin non avrebbe mai escluso la possibilità di un confronto diretto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Mosca si dice inoltre favorevole alla partecipazione dei Paesi europei ai negoziati per porre fine alla guerra, ma ritiene necessario un cambiamento dell’attuale posizione dell’Unione Europea nei confronti della Russia. È quanto emerge dalle dichiarazioni del consigliere presidenziale Jurij Ushakov e del portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, riportate dall’agenzia Tass.Intervistato dal giornalista Pavel Zarubin per il programma televisivo Vesti, Ushakov ha affermato che Putin sarebbe disposto a rispondere a un’eventuale telefonata del presidente ucraino. Secondo il consigliere del Cremlino, il leader russo non si sarebbe mai sottratto alla possibilità di un dialogo con Zelensky.Ushakov ha inoltre sostenuto che il presidente ucraino starebbe facendo arrivare a Mosca segnali attraverso diversi canali di comunicazione. Se Zelensky intendesse realmente avviare un confronto diretto, ha aggiunto, potrebbe recarsi nella capitale russa per incontrare Putin.L’invito a Mosca rappresenta tuttavia una proposta formulata unilateralmente dal Cremlino e non equivale all’esistenza di un accordo tra le parti sulle condizioni di un eventuale vertice. Restano infatti da definire questioni fondamentali, tra cui la sede dell’incontro, le garanzie di sicurezza e gli argomenti da affrontare.Parallelamente, il portavoce presidenziale Dmitrij Peskov ha affrontato il ruolo dell’Unione Europea negli eventuali negoziati per la conclusione del conflitto. Secondo il rappresentante del Cremlino, la presenza europea sarebbe necessaria, ma l’attuale atteggiamento di diversi governi renderebbe poco utile una loro partecipazione.Peskov ha accusato la maggioranza dei Paesi dell’Unione Europea di continuare a impostare la propria politica nei confronti della Russia sull’obiettivo di infliggerle una sconfitta strategica. Una posizione che, secondo Mosca, risulterebbe incompatibile con un contributo costruttivo alla ricerca di una soluzione diplomatica.Le dichiarazioni evidenziano la volontà del Cremlino di distinguere tra il coinvolgimento europeo nei negoziati e le condizioni politiche che Mosca considera necessarie per renderlo efficace. La Russia non esclude quindi formalmente la partecipazione dell’Unione Europea, ma chiede una revisione dell’approccio adottato nei confronti del conflitto.Dal punto di vista europeo, il sostegno militare, economico e diplomatico all’Ucraina viene invece giustificato con la necessità di tutelare la sovranità e l’integrità territoriale del Paese, oltre che di garantire che un eventuale accordo di pace non comprometta la sicurezza continentale.La distanza tra queste posizioni rimane uno dei principali ostacoli alla costruzione di un percorso negoziale condiviso. Mosca considera il cambiamento dell’atteggiamento europeo una condizione politica importante, mentre Kiev e i suoi alleati insistono sulla necessità di ottenere garanzie concrete per evitare una ripresa delle ostilità.Le aperture verbali attribuite a Ushakov e Peskov non indicano, almeno per il momento, l’avvio di nuovi colloqui diretti tra Putin e Zelensky. Segnalano tuttavia che il Cremlino continua a presentare il dialogo come una possibilità, subordinandone l’effettiva realizzazione a condizioni politiche e diplomatiche ancora lontane dall’essere condivise.La questione centrale resta dunque stabilire se le dichiarazioni russe possano tradursi in iniziative negoziali concrete oppure se il confronto continuerà a svilupparsi prevalentemente attraverso messaggi pubblici e richieste reciproche. In questo quadro, il ruolo dell’Unione Europea e le modalità di un eventuale incontro tra i presidenti russo e ucraino rimangono due questioni decisive per qualsiasi prospettiva di soluzione diplomatica.