GUIDONIA – TPL, l’affondo del CeSMoT: “Con le Unità di Rete smantellati i trasporti locali”

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Da Omar Cugini, Presidente CeSMoT – Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, riceviamo e pubblichiamo: “L’avevano annunciata come una vera e propria rivoluzione “copernicana”, promettendo che le Unità di Rete (UdR) avrebbero garantito percorsi ottimizzati e una migliore integrazione tra i diversi mezzi di trasporto.La realtà dei fatti, però, si sta rivelando drammaticamente diversa. Nella maggioranza delle zone in cui la Regione Lazio ha fatto partire il nuovo servizio, gli utenti hanno dovuto fare i conti fin da subito con corse tagliate e percorsi fantasiosi, del tutto slegati dalle reali esigenze della popolazione.A Guidonia Montecelio, ad esempio, sono state create linee che raggiungono la stazione di Lunghezza, ignorando che il nodo di scambio naturale e più vicino per il territorio è la stazione Metro B di Rebibbia.  Paradossale è anche il caso degli utenti di Fondi e Sperlonga, due città dove la rete di TPL è stata gestita per anni in modo virtuoso dalla ditta Autoservizi Piazzoli. L’azienda rappresenta un esempio di gestione sana, avendo investito costantemente e con risorse proprie nel rinnovo della flotta attraverso l’acquisto di mezzi di ultima generazione – come i bus a pianale ribassato e a basse emissioni – pensati per offrire comfort, sicurezza e massima accessibilità all’utenza.Invece di attuare una transizione graduale che tutelasse questi standard qualitativi, la Regione Lazio e ASTRAL hanno dovuto registrare l’avvio del nuovo servizio il 15 settembre, in coincidenza con l’avvio delle scuole, senza aver fornito a oggi indicazioni chiare su linee e orari. L’unico risultato ottenuto è stato quello di costringere i Comuni e il gestore uscente ad attuare un orario provvisorio fortemente ridotto a causa della scadenza dell’affidamento al 31 agosto, scatenando le proteste dell’utenza. Proteste che purtroppo si sono riversate contro l’incolpevole azienda locale, a sua volta vittima di disastrose politiche regionali. L’assenza di una programmazione coordinata ha finito per penalizzare l’intera filiera del trasporto locale, lasciando i Comuni privi di strumenti per tutelare i propri standard storici di mobilità.Stessi problemi nel Lazio Nord. Ad Orte la riorganizzazione del TPL provocherà pesanti tagli alle linee del servizio urbano, rischiando di isolare le frazioni; qui l’Amministrazione Comunale, in risposta alle proteste dei pendolari, si è già mobilitata per chiedere una revisione immediata del piano regionale.Ad aggravare il quadro c’è una sconcertante carenza di informazioni: il sito ufficiale del progetto (udr.astralspa.it) costringe l’utenza a un’autentica caccia al tesoro per trovare orari e percorsi. Lo stesso portale offre esempi lampanti della cervelloticità dei collegamenti, come la linea S. Angelo Romano – Monterotondo, creata probabilmente solo perché i due comuni sono stati inseriti nella stessa Unità di Rete (Valli del Tevere). Come CeSMoT dubitiamo fortemente della sua reale utilità: gli abitanti di Sant’Angelo Romano non andranno certo a prendere il treno a Monterotondo, avendo la possibilità di raggiungere Roma direttamente con i bus Cotral.Anche il sistema tariffario fa acqua da tutte le parti. Rispetto al passato non è cambiato nulla: consultando la pagina degli abbonamenti, si nota come esista solamente un biglietto integrato valido per una corsa sui bus UdR e una su Cotral fino a 10 km. L’utenza continuerà a dover acquistare due titoli di viaggio o due abbonamenti, poiché il nuovo “Metrebus Plus” non è un abbonamento integrato globale, ma consente solo il viaggio sulla singola UdR (con possibilità di tariffa scontata solo per chi possiede già un abbonamento Metrebus Lazio). Censurabile, poi, la scelta di far pagare 2 euro il biglietto acquistato a bordo vettura: sul sito ufficiale non vi è alcuna informazione su dove acquistare i titoli di viaggio a terra e, in molti nodi scambiatori come la nuova stazione di Guidonia, manca completamente la possibilità di acquisto.Come CeSMoT ci permettiamo di suggerire all’assessore Fabrizio Ghera – finora assente sulle problematiche del TPL (attendiamo da oltre tre mesi una presa di posizione sulla proposta di riapertura della stazione di Guidonia Centro) – di scendere dall’auto blu, salire a bordo dei bus e smetterla di nascondersi dietro frasi di circostanza. Sostenere che la riforma sia stata “ereditata dalla precedente amministrazione” o che i sindaci siano stati ascoltati non basta: ascoltare i territori è il dovere minimo di ogni amministratore.Riteniamo patetiche anche le dichiarazioni rilasciate in Commissione Mobilità dal capogruppo di Forza Italia, Daniele Sabatini, che ha definito le UdR “una vicenda nata male dove stiamo cercando di mettere delle toppe a causa di un’imposizione europea”. Dare la colpa alle normative UE in tema di appalti pubblici, quando il sito UdR-Astral espone chiaramente il banner dei cofinanziamenti dell’Unione Europea, è un atteggiamento ipocrita. Se la maggioranza non condivideva il progetto, avrebbe potuto chiedere al presidente Rocca di abbandonarlo restituendo i finanziamenti. Ma forse, pecunia non olet.Come CeSMoT chiediamo al Presidente Rocca e all’Assessore Ghera di sospendere provvisoriamente la partenza delle restanti UdR (Tirreno Nord, Tuscia, Castelli Romani, Ciociaria, Terra di Lavoro e Lazio Sud), prorogando le attuali gestioni almeno fino alla fine dell’anno scolastico 2026-2027. Contestualmente, si chiede l’apertura immediata di una cabina di regia con sindaci, aziende di trasporto, comitati di utenti e pendolari per rivedere un sistema che si è rivelato fallimentare.Per le Unità di Rete già esistenti, pretendiamo il miglioramento del sito web e l’installazione di paline e pensiline informative, a oggi totalmente assenti.Invece di portare vantaggi concreti a pendolari, famiglie e Comuni, le Unità di Rete stanno creando soltanto disagi diffusi per tutti”.L'articolo GUIDONIA – TPL, l’affondo del CeSMoT: “Con le Unità di Rete smantellati i trasporti locali” proviene da Tiburno Tv.